Lago di Vico, class action per l’ inquinamento
-
fonte:
- Il Messaggero
APPELLO Vale 5.000 euro a testa. Il Codacons ha lanciato l’ appello agli abitanti di Ronciglione e Caprarola, invitandoli a partecipare all’ azione collettiva di fronte al Tar del Lazio contro i due Comuni, la Regione e la Asl. Sul tema intanto il Comitato acqua potabile si scaglia contro il sindaco di Ronciglione, Alessandro Giovagnoli, mentre all’ ex centro chimico militare la bonifica ha cominciato a dare i primi risultati: sono state trovare masse metalliche non ancora meglio identificate. Qui Codacons: il presidente Carlo Rienzi lancia l’ azione collettiva. «L’ impassibilità di Regione, Comuni e Asl – dice – ha permesso l’ inquinamento del lago, contaminato da sostanze pericolose per la salute pubblica». C’ è l’ alga rossa, ma anche i metalli. «L’ acqua risulta non potabile, con grave danno per i cittadini, al punto che la Procura ha avviato delle indagini». Da qui la richiesta al Tar di 5.000 euro a testa «di risarcimento dei danni esistenziali e morali subiti – spiega Rienzi – causati dall’ avvelenamento delle acque del lago». Sulle rive, sponda Ronciglione, il sindaco Alessandro Giovagnoli viene messo sotto accusa dal Comitato acqua potabile. «Le ultime elezioni – commentano – hanno decretato la vittoria del centrosinistra grazie in gran parte al malcontento per l’ acqua distribuita come potabile, pur non essendolo». Si cercava discontinuità, che però secondo il comitato non si vede. «All’ inizio i nuovi amministratori sembravano porre maggiore attenzione al problema – continuano – ma dopo poco tempo hanno dimenticato tutto». E allora via con le domande: «Perché continuare ad attingere dal lago, ancora inquinato? Perché non si fornisce acqua potabile a popolazione, esercizi commerciali, donne in gravidanza, bambini e anziani? Perché non rimborsa del 50 per cento i cittadini, come dice la legge, e anzi ha confermato gli avvocati secondo i quali il Comune nonha l’ obbligo di fornire acqua potabile?». Giovagnoli intanto sta seguendo la bonifica all’ ex centro chimico militare, sui cui nei giorni scorsi si è svolta una riunione in Prefettura. «Le autorità militari – racconta il sindaco – hanno comunicato il ritrovamento di alcune masse metalliche allo stato ancora non meglio identificate. Nei prossimi giorni sarà possibile conoscerne, dopo gli opportuni accertamenti, la natura e la consistenza». Giovagnoli aggiunge che «al momento non è necessario assumere alcuna ulteriore iniziativa a salvaguardia della pubblica incolumità. Sarà cura del Comune – conclude – informare la popolazione sull’ esito delle verifiche». Massimo Chiaravalli © RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
