21 Novembre 2002

L?advisor Ubaldo Livolsi ieri con i ministri e Cragnotti

L?advisor Ubaldo Livolsi ieri con i ministri e Cragnotti
Il piano finanziario Cirio «arriverà in tempi brevi»
Esposto dei consumatori a Consob e Bankitalia sui bond

Roma. «In tempi brevi». Così l`advisor della Cirio, Ubaldo Livolsi, si è limitato a rispondere ai giornalisti che gli chiedevano se fosse in dirittura d`arrivo la definizione del piano finanziario di ristrutturazione della Cirio. Livolsi ha partecipato al ministero dell`Industria a un incontro con Sergio Cragnotti e il ministro dell`Industria Antonio Marzano durato poco meno di un`ora. «Abbiamo illustrato la situazione», ha tagliato corto uscendo dalla sede, in risposta alla domanda se siano emerse o meno novità sulla situazione della Cirio e se siano state prospettate delle soluzioni da parte del ministro. Intanto l`Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) hanno presentato un esposto a Consob e Bankitalia, chiedendo di «verificare con urgenza se i comportamenti posti in atto dalle banche» nel collocamento di bond Cirio siano stati «corretti e trasparenti». In caso di «default» di Cirio, dice l`Intesa, le associazioni dei consumatori citeranno le banche in tribunale a tutela dei risparmiatori.
In una lettera inviata al presidente Consob, Luigi Spaventa, e al governatore della Banca d`Italia, Antonio Fazio, l`intesa dei consumatori chiede, prima di tutto, «di verificare se questa operazione di alta ingegneria finanziaria, sulla cui spregiudicatezza non sembra ci possano essere dubbi, sia stata effettuata nel rispetto delle leggi vigenti e se le autorità vigilanti di revisione e certificazione abbiano esercitato i necessari controllo».
Immediata la replica del mondo bancario. «È normale che quando si vive una fase di crisi, in qualche occasione, sia che si tratti di Stato o di qualche grande corporation, ci possa essere un default. È sempre successo nella storia degli ultimi 100 anni», ha detto il presidente dell`Abi, Maurizio Sella, commentando le polemiche sul ruolo avuto dalle banche nel collocamento delle obbligazioni Cirio. «Ovviamente», ha proseguito Sella, «coloro che comprano obbligazioni a maggior reddito devono sapere che a un maggior reddito corrisponde sempre un maggior rischio che porta ovviamente, qualche volta, al un caso estremo del default».
«Ci sono anche i clienti», ha osservato Sella in relazione a presunte pressione delle banche sui clienti per il collocamento di alcuni bond, «che vengono perché desiderano certe obbligazioni e, quindi, è normale che le banche, quali intermediari, valutate le capacità del cliente di capire il rischio, forniscano le obbligazioni che i clienti desiderano».
Il rating, quale strumento per determinare il grado di affidabilità di una emissione, «è una abitudine soprattutto del mondo anglosassone», mentre in Europa «c`è molto meno rating sul mercato: ci sono obbligazioni con e senza rating, è una situazione normale». In altri termini, secondo Sella, «sta al dipendente bancario illustrare al cliente, che deve avere una conoscenza e capire l`investimento e la differenza per cui, come nel caso delle obbligazioni argentine, a un maggior reddito corrisponde un maggior rischio, e a meno rating un minor rischio. A nessun rating è tutto da determinare».
Ieri Cirio ha terminato in Borsa sui livelli della vigilia. Il titolo della società guidata da Sergio Cragnotti ha infatti registrato come unico prezzo valido della giornata 0,16 euro, dopo aver segnato, nel corso della giornata, valori teorici fino a 0,18 euro (»12,5%). In deciso calo invece le azioni della Lazio, che hanno seguito le normali modalità di contrattazione.

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