13 Maggio 2012

«L’addio al ticket è solo una proposta»

«L’addio al ticket è solo una proposta»
Il ministro Balduzzi sul passaggio alla franchigia: discutiamone. Il Pd frena. Codacons: idea assurda

Una mezza marcia indietro. L’ addio al ticket sanitario (su farmaci, visite specialistiche, analisi strumentali e di laboratorio, ricorsi al pronto soccorso) e la sua sostituzione con un meccanismo a franchigia, da calcolare per fasce in base al reddito, con tanto di tessera sanitaria “intelligente”, «era solo una proposta, non una decisione assunta». È stato lo stesso Renato Balduzzi, ministro della Salute, che venerdì aveva annunciato la novità a correggere il tiro dopo i tanti no incassati. Il ministro, comunque, non rinuncia al suo obiettivo di fondo «rendere il sistema della compartecipazione più equo, trasparente e omogeneo» anche per risolvere il problema delle esenzioni non legate al reddito. E dunque conferma di voler dire addio al sistema del ticket, dopo trent’ anni di onorato servizio (fu introdotto nel 1982), che costa oggi 4 miliardi l’ anno (in crescita). Tuttavia assicura che il progetto non è blindato, «nelle prossime settimane ci saranno approfondimenti e confronti». L’ idea di Balduzzi è che, con la franchigia, ciascun cittadino «paghi fino a una certa soglia, modulata sul reddito» superata la quale «il servizio sanitario si fa carico di tutto». Uno studio che sarà presentato a giorni aveva ipotizzato di fissare la soglia per accedere a qualunque prestazione sanitaria (farmaco, analisi, interventi) al 3 per mille del reddito lordo, che si tradurrebbe ad esempio in 30 euro di franchigia all’ anno per un pensionato con 10mila euro di reddito, per arrivare a 300 euro l’ anno per un reddito di 100mila euro. Oltre queste soglie, tutto sarà gratuito. Sul piano politico l’ altoltà è arrivato dal Pd. La presidente Rosy Bindi guarda «con preoccupazione al nuovo sistema di ticket sanitari e intende approfondire il tema con l’ esecutivo». Non ha dubbi invece il Codacons: trattasi di proposta «assurda e irricevibile che danneggerebbe enormemente i cittadini che pagano le tasse». Sarebbe insomma, dice l’ associazione dei consumatori, nient’ altro che «una nuova tassa a carico di chi già finanzia il sistema sanitario». Il Codacons non si limita a bocciare la misura ma suggerisce al ministro «se vuole tagliare i costi, di ridurre gli sprechi nel settore dei farmaci a carico del servizio sanitario nazionale, provvedimento che da solo basterebbe a portare in pareggio il bilancio della sanità».
 

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