3 Marzo 2009

L´assalto dei nuovi poveri “Ora ci chiedono anche il pane”

Enti e centri di assistenza in difficoltà. Le richieste degli indigenti: affitto, cibo e social card  Cento persone sono in coda ogni giorno allo sportello del bonus famiglia "La gente viene da noi per capire quale sgravio o contributo può strappare"

  «LA crisi? Prima c´era chi veniva a chiedere ogni tanto una integrazione per pagare una bolletta, oggi quella stessa persona chiede il pane». Ecco l´evoluzione della povertà secondo padre Gaetano Romano, direttore della Caritas napoletana. è la stessa evoluzione registrata in queste ore nelle parrocchie di Pomigliano, dove afferiscono i nuovi poveri creati dalla crisi industriale. è una povertà che provoca anche uno slittamento di esigenze fra le sue varie bolge: «Prima – racconta ancora Don Romano – c´erano anche quelli che contribuivano. Piccoli versamenti, anche da 5 o 10 euro. Ora quegli stessi vengono a chiedere di pagare la bolletta di cui sopra. E i nuovi poveri sono anche le famiglie che hanno ancora un lavoro, un reddito, solo che con quel reddito non ce la fanno più, a cominciare dagli affitti». Succede così che, mentre le piccole entrate svaniscono, le richieste aumentano, il che significa che si stringe la fascia di quanti possono essere raggiunti da qualche forma di assistenza. «Come dice il detto – constata amaramente don Romano – se sparti ricchezza diventa povertà». Insomma la povertà alimenta se stessa, mettendo in difficoltà chi cerca di combatterla. Succede anche sul fronte dell´usura. Qui fa da guida l´attività della fondazione Moscati, fondata da padre Massimo Rastrelli. «Da qualche mese registriamo qualche flessione nel numero di richieste», dice Bruno Venanzi, uno dei suoi collaboratori. Il motivo? «Avvertiamo una maggiore offerta sul territorio da parte delle finanziarie. Si sono fatte più aggressive, hanno una penetrazione capillare, raggiungono la gente con gli sms». Chi è in difficoltà può scegliere questa via, più rapida, specie se per debiti ridotti, rispetto a quella della fondazione che chiede garanzie, coinvolge i familiari, tenta di risolvere l´intera situazione debitoria di chi vi si affida. Intanto cresce la richiesta finanziaria: «Una volta con 15 o 20 milioni si poteva risolvere un problema, oggi si arriva a colpi da 40 o 50 mila euro». Parla di dopoguerra Salvatore Esposito, curatore dell´Inas, il patronato Cisl: «Io naturalmente a quell´epoca non c´ero, ma i più anziani mi dicono che è così, specie per un aspetto. La gente viene e si affida mani e piedi a noi per cercare di capire quale contributo o sgravio possono strappare. è una opera di alfabetizzazione dei diritti che ricorda il segretariato sociale di quei tempi». Così ecco la fila per la social card: «Abbiamo certamente oltre 4000 pratiche». Idem sul bonus famiglia e su quello per l´energia, appena lanciato. Anche qui, sportello aperto da una settimana e cento persone al giorno in coda, solo nell´ufficio centrale di via Medina. Si tenta di non trascurare nulla. E si variano i costumi, con effetti non sempre positivi. «Siamo la regione più obesa d´Europa – dice Vito Amendolara, direttore di Coldiretti – e la tendenza può aumentare visto che la gente concentra i consumi sugli alimentari, rinunciando a beni più voluttuari». Sono proprio quegli alimentari il cui prezzo cresce però oltre misura. «Noi – spiega Amendolara – con le nostre iniziative di vendita diretta stiamo producendo anche un effetto calmieratore. Però è evidente che qualcuno ci marcia: il prezzo del grano sta crollando, eppure qui è rimasto l´aumento strutturale dell´anno scorso». Qualcosa non quadra.  «è evidente che da noi controlli non ce ne sono – dice Giuseppe Ursini, presidente del Codacons – sarebbe il caso che la Guardia di finanza controllasse prezzi all´acquisto, ricarichi e dichiarazioni dei redditi. Intanto, benché gli acquisti diminuiscano, i commercianti tengono ancora alti i prezzi, tentando di far pagare comunque chi può. Ma gli stipendi sono sempre più bassi e i consumatori non sanno più come muoversi».

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