24 Luglio 2011

L´addizionale Irpef sarà ritoccata a 33mila euro la soglia d´esenzione

L´addizionale Irpef sarà ritoccata a 33mila euro la soglia d´esenzione
 

LA MANOVRA ANNUNCIATA DAL COMUNE – tra aumento del biglietto Atm e introduzione dell´addizionale Irpef – scatena subito dibattito e polemiche sulla necessità dei provvedimenti e sulle loro caratteristiche. A sollevare perplessità è soprattutto la soglia di reddito minimo oltre cui si pagherà l´addizionale: la giunta Pisapia ha fissato l´asticella a 26mila euro, ipotizzando così un gettito di 41 milioni da 332mila milanesi. Ma quella cifra sarà probabilmente ritoccata in consiglio comunale, dove la prossima settimana verrà esaminata la nuova imposta: praticamente tutto il centrosinistra vuole alzarla per "salvare" altre fasce di cittadini. Allo studio c´è una soluzione di compromesso, già contenuta nel prospetto presentato venerdì dall´assessore al Bilancio Bruno Tabacci che, spiegando l´impatto della manovra, aveva evidenziato una prima fascia di reddito, tra 26mila e 33.500 euro, in cui rientrano 111.262 milanesi che pagheranno in media 56,99 euro di Irpef (con aliquota 0,2), portando nelle casse comunali circa 6 milioni e 300mila euro. Ecco: proprio questa prima fascia di paganti potrebbe essere esonerata, portando a circa 560mila il numero di milanesi che non pagheranno l´addizionale. Il Comune, così, incasserebbe quest´anno circa 35 milioni. Per coprire la differenza si stanno comunque studiando altri provvedimenti, soprattutto di contenimento della spesa: sotto la lente sono le società partecipate, con ipotesi di riduzione degli stipendi dei vertici. Un rialzo della soglia di reddito spera di ottenere dal dibattito in aula il capogruppo di Sel Patrizia Quartieri. Che però ricorda: «Almeno chiediamocelo: perché un sindaco appena insediato dovrebbe fare una manovra così dolorosa e impopolare? Perché obbligato da un bilancio in rosso di 186 milioni lasciato dalla Moratti, che va risanato entro il 31 agosto». Anche la Cisl spera in quel ritocco, criticando la manovra «nel merito e nel metodo», come spiega il segretario milanese Danilo Galvagni: «Avremmo voluto dare un contributo alla ricerca di soluzioni alternative». Sull´altro provvedimento annunciato, l´aumento del 50 per cento del biglietto Atm (che risponde, secondo la giunta, a un obbligo di legge) Galvagni aggiunge: «Bisognerebbe lasciare invariato non solo l´abbonamento annuale, ma anche quello mensile». Batte sul tema anche il referendario Edoardo Croci: «L´eventuale aumento sia condizionato e contestuale alla trasformazione di Ecopass in congestion charge». E se il Codacons è molto critico – «l´aumento del biglietto è inaccettabile e incompatibile con la battaglia all´inquinamento, Pisapia si era impegnato a non farlo», dice l´associazione – a Palazzo Marino fanno due conti: tra i riti del mattino (caffè, giornale e tram) solo quest´ultimo negli ultimi dieci anni era rimasto fermo, mentre gli altri, con l´euro, hanno subito rincari simili. A testa bassa attacca il consigliere Pdl Riccardo De Corato: «Contro questa vergognosa sventagliata di tasse e i due gabellieri Pisapia e Tabacci, oltre alla doverosa opposizione in aula, faremo al più presto un nuovo "No tax day"». (or. li.)

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