2 Luglio 2011

Lacrime di coccodrillo sul cavallo morto al Palio

Lacrime di coccodrillo sul cavallo morto al Palio

 

UN ALTRO INCIDENTE A SIENA Lacrime di coccodrillo sul cavallo morto al Palio Messi, un baio di sei anni, ha perso la vita in uno schianto E’ l’ ennesimo

massacro su una pista non adatta per correre Oscar Grazioli E adesso stiamo assistendo alla solita commedia di sapienti guitti che, dal palcoscenico del Palio,

recitano un’ antica commedia, che prevede, nel primo atto, i lamenti funerei per la dipartita del povero cavallo e, nel secondo, la scalata degli specchi con le

unghie, nel tentativo di spiegare a un volgo perplesso che, nonostante tutte le precauzioni prese, per l’ ennesima volta l’ equino in corsa ha sbagliato qualcosa,

procurandosi la morte. Forse il suicidio, per una depressione velata e non diagnosticata per tempo dagli scienziati che hanno somma cura dei destrieri senesi,

forse un raptus, come capita talvolta alle menti umane, una sorta di blackout, dove un abbassamen-to improvviso della serotonina, associato all’ innalzamento della

dopamina e all’ entrata di Venere nella costellazione di Cassiopea, hanno portato im mezzosangue arabo a scegliere il solito maledetto ponte, quello che si

affaccia sulla curva di S. Martino, ormai tristemente nota, nella storia del Palio, per i tanti che hanno scelto quel luogo per togliersi la vita. Si chiamava Messi, ma

non ha avuto la stessa fortuna dello straordinario e funambolico calciatore argentino. Era un cavallo baio di sei anni che avrebbe dovuto correre oggi il Palio

dedicato a una delle immancabili figure di santi o madonne (quella di Provenzano esattamente) per la contrada della Chiocciola.In effetti era sembrato un po’

intristito negli ultimi tempi, ma nessuno, neanche il suo fantino (Sgaibarre) ha capito che cosa passava nella sua mente. E’ diventato tutto chiaro quando ieri, nel

corso della quarta prova, al secondo giro di piazza del Campo, il povero cavallo si è gettato sugli spigoli di una transenna con una violenza, che solo chi ha deciso

di farla finita riesce a sprigionare. Ha trovato un diabolico pertugio fra sistemi di sicurezza che neanche la Nasa mette a disposizione per gli astronauti americani.

Insomma, come hanno affermato, le autorità, Messi «ha sbagliato la traiettoria » e invece di fare la curva, come tutti i cavalli assennati, è andato a sbattere dritto

contro lo spigolo di una transenna, di quelle che neanche la Formula 1 si può permettere. Mi sembra di sentire le parole del sindaco, «Ovvia, se un ciuho si vole

ammazzà, alla fine ce la fà». Infatti sono tanti i cavalli che ci hanno rimesso la criniera. Se qualcuno, specie tra le autorità senesi, soffrisse di amnesia retrograda,

gli ricordiamo che dal 1970 a oggi sull’ anello di tufo sono morti ammazzati quasi 50 cavalli, chi con i nodelli spaccati, chi con il collo spezzato, chi «sparato » sul

campo, chi portato nella fantaclinica del Ceppo, dove però lavorano dei veterinari (bravi) che purtroppo non hanno imparato all’ università a fare miracoli.

Praticamente uno l’ anno, immolati chi alla Madonna di Provenzano e chi alla Madonna dell’ Assunta, con il lecito dubbio che le Vergini in questione abbiano

desiderio d’ essere ricordate con manifestazioni meno cruente e luttuose. Un tempo il Palio era corso da possenti cavalli che ci mettevano tre minuti a varcare il

traguardo, ma difficilmente si fratturavano le zampe. Troppo lenti, per i tempi moderni. Oggi imperano la velocità parossistica e il business che ha accompagnato,

nel tempo, la crescita della manifestazione. E allora dentro i purosangue, poi i mezzosangue, nervosi, velocissimi, le zampe delicate come virgulti in crescita. Poi le

barriere, le transenne e le protezioni con i materiali della Formula 1, le ambulanze e la megaclinica del Ceppo. Niente da fare, muoiono lo stesso. Sbagliano

traiettoria, forse apposta. Oggi, come prevede il regolamento, correranno solo nove contrade, tempo permettendo. Inutili le richieste degli animalisti, di fermare il

Palio per lutto, inutili le minacce del Codacons, di denunciare gli organizza-tori, inutili le gelide parole del ministro Brembilla ( «Il Palio non è più intoccabile »).

«Oggi abbiamo eccezionali misure di sicurezza, controlli spietati negli allevamenti, visite cliniche meticolose prima della corsa». Le solite parole del sindaco e dei

suoi sodali. Quello che non avete, caro sindaco, lo scriviamo da anni. Non avete la pista adatta e lo dimostrate ogni anno. E ora speriamo che qualche santo eviti

altri suicidi. DISPERATO L’ animale si è gettato sugli spigoli di una transenna con la violenza di chi ha deciso di farla finita SCUSE Le autorità affermano che «ha

sbagliato la traiettoria» e invece di fare la curva è andato a sbattere CRUDELTÀ Un’ immagine dell’ incidente di ieri al Palio di Siena nel quale ha perso la vita

Messi: un cavallo baio di sei anni, della contrada della Chiocciola, che correva la quarta prova in vista della gara [Ansa]

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