19 Agosto 2004

L?ACCUSA

Roccaraso. E in margine ai funerali, una conferenza stampa rovente. «La morte di Camillo Valentini sta progressivamente assumendo il significato di una denunzia vigorosa sull?uso, e talvolta sull?abuso, della custodia cautelare», attacca subito l?avvocato Giovanni Margiotta, uno dei difensori del sindaco. «Spesso la carcerazione è usata per raccogliere la prova regina, che è la confessione. Vuol dire che provvedimenti del genere hanno sostituito, di fatto, la tortura. E ciò non è degno di un Paese che si definisce civile».
In prima fila, nell?aula del consiglio comunale, la famiglia al completo di Valentini. «Non ci arrenderemo, andremo fino in fondo per onorare la memoria di papà», sussurra Dionne, 20 anni, strettamente legata ai valori e alle tradizioni della terra di origine. Dopo una lunga, meticolosa ricostruzione delle vicende giudiziarie e delle ultime ore che hanno preceduto la tragedia, l?intervento-bomba lanciato, a sorpresa, dal presidente nazionale del Codacons, Carlo Rienzi, amico di vecchia data e sostenitore dei progetti avviati a Roccaraso dall?ultima amministrazione comunale. «Non credo assolutamente al suicidio di Camillo Valentini: ed essendo a conoscenza fin dal ?90 di tutti gli aspetti di questa schifosa vicenda politico-giudiziaria, temo per la mia stessa vita», ha detto Rienzi. «C`è una banda di delinquenti che ha spinto il sindaco al suicidio. In passato è successo di tutto: i signori della precedente giunta hanno tagliato in due una montagna, provocando danni per cinquecento miliardi di vecchie lire», ha proseguito, con riferimento alla vicenda della palazzina ex Edilmonte, al centro dell`accusa di concussione.
Il presidente del Codacons ha sottolineato che nel corso degli anni non sono state utilizzate, ai fini dell`inchiesta giudiziaria, le intercettazioni riguardanti il recupero del danno e gli esposti sulla falsità delle perizie. «Il mio studio – ha spiegato Rienzi – aiutava Valentini a predisporre le ordinanze relative ai pericoli di crolli del palazzo soltanto perché i periti locali erano tutti corrotti. L`ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Valentini è stata decisa in alta sede, da un regista occulto di grande spessore, che voleva favorire gli speculatori edilizi che hanno messo le mani sul territorio di Roccaraso. C?è in ballo anche un alto magistrato, in questa losca vicenda, ma non posso fare nomi. È tutto chiaro, però: Valentini è stato ucciso, o istigato al suicidio».
Di vicenda «inquietante» ha parlato il senatore Ferdinando Imposimato, denunziando una serie di «gravissime violazioni ai diritti del giusto processo, oltre che al rispetto dei valori umani». Oltre che sollecitare l?intervento del Consiglio Superiore della magistratura, Imposimato chiederà neiprossimi giorni il parere del ministro per la Giustizia, Castelli.
Temi echeggiati anche nelle conclusioni dell?onorevole Pierluigi Mantini, segretario della Commissione Giustizia della Camera. «Abbiamo già avviato un?inchiesta amministrativa relativa ad alcuni epidosi accaduti nel carcere di Sulmona. – ha spiegato il parlamentare – Promuoveremo un?altra indagine, tuttavia, per accertare tutti gli aspetti legati alla tragedia del sindaco Valentini. Naturalmente dovrà essere il Csm a giudicare la correttezza dei provvedimenti che hanno portato alla richiesta, prima, e successivamente al mandato di arresto del primo cittadino. Una cosa è certa: dovrà essere una ricognizione completa, a trecentosessanta gradi, tale da non trascurare alcun particolare. Non esistono santuari. Se qualcuno ha sbagliato, deve pagare. Anche se fosse un magistrato».

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