«L’accordo sui mutui non farà risparmiare»
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fonte:
- Il Mattino
Tremonti: l’orologio torna indietro a tassi più umani, adesso c’è meno paura
Il «pentimento» delle banche. O quasi. Della serie: ecco un accordo che riesce a far risparmiare circa 850 euro all’anno a 1.250.000 famiglie. L’intesa c’è. Ed è nuova di zecca. L’ha annunciata ieri l’altro il governo. E così gli istituti di credito alzano la mano destra. E giurano: ricontratteremo i mutui con i clienti a condizioni migliori, cioè abbassando le rate e allungando la vita residua del prestito per la casa. Lo confermano l’amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli e il presidente dell’Abi, Corrado Faissola. Ma i sindacati – come spiega Raffaele Bonanni leader della Cisl – pur definendo buono il protocollo chiedono che venga monitorata la situazione istituendo una task force ad hoc. Ma ecco la bordata: arriva dai consumatori che sparano a zero. E dicono: si pagherà tutto alla fine, più gli interessi. Nessun vantaggio quindi se non una rata mensile più bassa ma un mutuo dalla vita più lunga anche perchè resta ancora sul tavolo la ventilata revisione, a giugno, della tassazione su chi ha fatto «profitti da congiuntura», quindi anche le stesse banche. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti però ha chiarito: «Troppe famiglie in questi anni sono cadute nella trappola: lo stipendio restava fisso ma i mutui salivano. Ora l’accordo significa un po’ meno di paura e un po’ più di speranza. Tutti quelli che hanno a oggi un mutuo a tasso variabile possono andare in banca e hanno il diritto di cambiarlo in rata fissa 2006. L’orologio torna indietro con le lancette a un tempo in cui i tassi erano più umani». Intanto, ai consumatori che sottolineano come le banche non si siano ancora nemmeno adeguate alla portabilità gratuita del mutuo prevista dal decreto Bersani risponde Faissola, assicurando il suo «personale» impegno affinchè il patto venga rispettato. L’intesa piace inoltre anche al presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, secondo il quale si tratta di «un provvedimento opportuno, una disciplina equa. Non è una norma che restringe il mercato, ma che lo allarga». E ora «occorrerà incentivare la portabilità a costo zero da una banca all’altra». E mentre Faissola dice che «le banche rispettano tutti gli accordi e me ne assumo la responsabilità diretta», Profumo definisce «ottima» la convenzione e dice «sono convinto di sì» quando gli chiedono se le banche la rispetteranno. Bazoli aggiunge: «Molte banche hanno già iniziato a rinegoziare i mutui anche a condizioni migliori». Ma i consumatori alzano ancora il tiro: «I mutuatari – avverte l’Adiconsum – devono essere consapevoli che ciò che non viene pagato nella rata dovrà essere pagato a fine mutuo caricato degli interessi». L’Adusbef «dà atto all’impegno del governo per aver affrontato la spinosa questione dei mutui a tasso variabile per precise responsabilità e cattivi consigli delle banche, aduse a reiterate violazioni di legge con il concorso di Bankitalia». Secondo l’Aduc: «il governo ha sbandierato un accordo con l’associazione delle banche prevedendo un risparmio pari a circa 850 euro l’anno. Peccato che la notizia sia falsa». E poi il Codacons chiede a Palazzo Chigi di essere «severissimo» con le banche ree di «inosservanza delle disposizioni contenute nei pacchetti Bersani» e il Movimento difesa del cittadino chiosa: «L’accordo nasconde un rischio di cartello. Intervenga l’Antitrust». Chiude il senatore dell’Italia dei Valori Elio Lannutti: «Il governo – dice – svolga un’informazione corretta e non ricorra a falsi spot».
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