24 Agosto 2017

“Ma l’abusivismo non può essere la vera causa delle macerie”

È il secondo giorno dopo il terremoto, e Vincenzo De Luca lo inaugura, davanti ai microfoni dei vari tg esibendo il suo consueto sdegno contro «l’ ambientalismo parolaio, il finto ambientalismo che ha consentito in questi 25 anni che gli immobili siano rimasti lì». La Maginot della Regione è sempre quella: l’ abusivismo non c’ entra nulla con i danni del terremoto. Lo hanno gridato i sindaci dell’ isola, lo ha ripetuto ieri il vescovo ischitano Pietro Lagnese in una nota: “Riteniamo che non sia questo il momento per dare spazio a polemiche infruttuose e perciò poco opportune. Ci riferiamo, in particolare, all’ annosa questione dell’ abusivismo edilizio che pure, ne siamo consapevoli, è presente sulla nostra isola, e che pertanto va affrontato da parte di tutti con senso di concretezza e di piena responsabilità e senza lasciarsi ingabbiare dai lacci della burocrazia, ma che di certo non può essere ritenuto la vera causa dei crolli che hanno interessato per la maggior parte edifici di non recente costruzione e numerose chiese dell’ isola ». Le autorità civili e religiose si stringono dunque intorno a questa interpretazione. Intanto, poichè fra «sciacallaggio» e «bestialità» il linguaggio di De Luca continua sul registro zoologico, i suoi detrattori si adeguano. È il caso di Arturo Scotto, deputato di Articolo 1: «Per De Luca l’ ambientalismo blocca il paese. Forse chi edifica abusivamente è appassionato di birdwatching». Un altro nemico del governatore, il verde Angelo Bonelli, punta invece sulla cinematografia: «De Luca pare un personaggio di Bunuel, surreale e preoccupante al tempo stesso». Il mondo ambientalista non molla. Mentre il Codacons chiede di aprire procedimenti penali a carico dei sindaci dei Comuni terremotati negli ultimi dieci anni, il Wwf chiede tre cose: una moratoria edilizia per la aree di massimo rischio, investimenti per adeguamenti antisismici e il ritiro della legge regionale in materia. L’ assedio a De Luca si deve anche e soprattutto a questa norma, peraltro respinta dal governo nazionale. De Luca ancora la difende, o almeno nega che si tratta di un provvedimento pro-abusi, anzi specifica che restano «quattro casistiche che non si possono ammettere: zone a vincolo idrogeologico, vincolo assoluto di inedificabilità, costruzione a opera di imprese colluse con la camorra, proprietario con altre proprietà». È anche vero che il governo gliel’ ha bocciata, soprattutto nella parte in cui si introduce al possibilità per i Comuni di acquisire il bene e rivenderlo a chi l’ ha costruito. La bagarre politica provoca anche imbarazzi. Il Pd sembra allineato con De Luca. Ieri anche la consigliera regionale Bruna Fiola ha affermato che «la polemica sollevata all’ indomani del terremoto è strumentale, non bisogna generalizzare le domande di condono. Alcune risalgono agli anni ’80, e non riguardano solo case abusive, ma anche piccole parti di abitazioni ». Prudente Giovanni Palladino, che invoca «una riflessione seria su Ischia, sulla fragilità del territorio e sulla regolamentazione edilizia, senza incorrere in eccessive rigidità, ma tutelando l’ incolumità delle persone». A sua volta il verde Francesco Borrelli, che appoggia l’ amministrazione De Luca, più che sposare gli attacchi del suo leader nazionale Bonelli, apre un altro fronte: «I dibattiti sull’ abusivismo troppe volte si fermano alle chiacchiere e non si arriva a fatti concreti. Lo Stato dovrebbe dare il buon esempio». Morale: «Si cominci a abbattere gli immobili abusivi pubblici come lo scheletro di cemento armato di quella che doveva diventare la caserma della Forestale proprio a Casamicciola ». ©RIPRODUZIONE RISERVATA ” LA POLEMICA Non è questo il momento per dare spazio a polemiche Il problema va affrontato con senso di concretezza “

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