La Wada si costituisce parte civile nell`Operacion Puerto
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fonte:
- La Nuova Sardegna
MONTREAL. L` agenzia mondiale antidoping si costituisce parte civile nella vicenda legata all` Operacion Puerto. La giustizia spagnola, protagonista dell`inchiesta sul doping che ha travolto anche il corridore varesino Ivan Basso, ha infatti dato l`autorizzazione alla Wada: lo ha annunciato Olivier Niggli, direttore legale dell`agenzia, nel corso della riunione del consiglio di fondazione a Montreal. Una prima richiesta della Wada di costituirsi parte civile era stata respinta all`inizio di aprile, ma l`agenzia aveva fatto ricorso. L`agenzia potrà così accedere alle 6000 pagine del dossier dei giudici spagnoli. Anche la federazione internazionale di ciclismo (Uci) si è costituita parte civile nella vicenda. Intanto il Codacons è intervenuto nella vicenda che vede al centro Ivan Basso e Michele Scarponi per chiedere alle autorità sportive di ritirare tutti i premi vinti dai due ciclisti nel periodo in cui dovesse risultare che hanno fatto uso di sostante vietate. “Chi sbaglia, e in modo così grave, deve essere punito afferma il Presidente Codacons Carlo Rienzi non basta la sospensione dalle gare, ma è indispensabile ritirare i premi vinti dai due ciclisti“. Sempre in tema doping, la T-Mobile ha annunciato che il corridore ucraino Serhiy Honchar non parteciperà ad alcuna corsa per i prossimi trenta giorni: il suo sangue presenta delle anomalie. Il trentaseienne ucraino non ha superato i limiti definiti dall`Uci, ma deve essere sottoposto a nuovi esami. E sul doping interviene anche Alberto Tomba: “Meno male che Basso parla mentre altri stanno zitti. Nello sport di oggi non sai mai con chi corri e competi, c`è sempre chi vuole fare il furbettino…“. Alberto Tomba è soddisfatto della decisione di Ivan Basso di collaborare con la Procura Antidoping del Coni circa il suo coinvolgimento nella Operacion Puerto. “Tra Giro, Tour e Vuelta – sottolinea l`ex campione dello sci – il ritmo del calendario è massacrante. I responsabili dell`Uci dovrebbero diminuire i chilometri da correre“. Anche Tomba confessa di essere stato nel mirino di un preparatore che avrebbe voluto suggerirgli delle`scorciatoie` per ottenere quei risultati che poi mise in bacheca con l`unico doping che conosce, “la pasta e il ragù di mia mamma“.
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