La “verde” torna sopra quota 1,3 euro al litro I consumatori: “La speculazione pesa 8-9 cent”
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- Il Secolo XIX
Roma. Continuano i rialzi della verde che va oltre gli 1,3 euro al litro. Il gasolio che segue in scia, collocandosi appena sotto gli 1,12 euro. Secondo le associazioni dei consumatori la speculazione pesa almeno per 9-9 centesimi al litro, mentre i petrolieri ribadiscono che tutti i rialzi sul mercato italiano sono lo specchio fedele di quanto sta accadendo sui listini internazionali dei carburanti. Gli ultimi rialzi sono scattati alla Shell: il prezzo di riferimento consigliato ai gestori è di 1,329 per la verde e di 1,119 per il diesel. Per ritrovare quotazioni simili bisogna risalire a metà ottobre dell’anno scorso. In base ai dati dell’Unione Petrolifera, nella settimana del 13 ottobre 2008 il prezzo medio della benzina applicato dalle compagnie si attestava intorno agli 1,35 euro al litro. Allora il petrolio viaggiava a New York sugli 80 dollari al barile, contro i circa 66 attuali, e l’euro valeva circa 1,36 dollari, mentre oggi la moneta unica è scambiata ad oltre 1,4 dollari. Al di là della Shell, che tocca il massimo odierno, gli altri marchi si stabilizzano per la verde sopra 1,3 euro. Più altalenante il prezzo del gasolio che resta ancora sotto 1,1 euro nei distributori di Api, Ip, Esso, Tamoil e Total. «Siamo alle solite: non appena il petrolio accenna a rialzarsi ecco che giungono puntuali e rapidissimi anche gli aumenti sui listini», dichiarano Adusbef e Federconsumatori, secondo le quali gli automobilisti potrebbero risparmiare fino a 6-7 centesimi al litro dalla liberalizzazione del mercato e altri 8-9 cent da «un assiduo controllo sulle speculazioni». In scia anche il Codacons, secondo il quale «l’apertura immediata della vendita di benzina presso la grande distribuzione, e i benzacartelloni, indicanti i prezzi praticati dai vari gestori, determinerebbero un risparmio totale pari a 15 centesimi di euro al litro». Critiche che l’Unione Petrolifera rispedisce al mittente: i recenti aumenti del prezzo dei carburanti «sono il riflesso dell’aumento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati», spiegano i petrolieri in una nota in cui sottolineano che «negli ultimi 15 giorni la benzina sul mercato internazionale si è apprezzata di 3,5 cent, così come il prezzo interno (al netto delle tasse)», mentre nello stesso periodo il diesel è cresciuto di 3,1 cent sul mercato internazionale, ma sceso di 1 millesimo in Italia.
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