4 Gennaio 2012

La verde sale di un cent a settimana.

La verde sale di un cent a settimana. In Umbria in sei mesi incremento fino a 23 centesimi Lo studio di Federconsumatori sull’escalation della benzina.

PERUGIA    In sei mesi un aumento di 23 centesimi. Precisamente da 1,549 euro al litro a 1,779. E’ siffatto il picco in una delle pompe lungo la E-45, vicino a Ponte San Giovanni. Vuol dire un incremento medio di un centesimo a settimana. Tanto costa la benzina verde nella provincia di Perugia, dopo i maxiaumenti scattati con le accise nazionali e regionali. Secondo uno studio della Federconsumatori, che ha monitorato negli anni sette distributori, sarebbe tra i prezzi più alti d’Italia e d’Europa. Per non contare i due o tre casi in cui è stata sfondata quota un euro e ottanta. Il raffronto arriva da sette distributori fotografati prima lo scorso giugno e poi ieri. Si parte con l’Ip del “colle” a Nocera Umbra: si passa dai 1,452 euro al litro dello scorso giugno agli attuali 1,737. La Tamoil che si incontra sulla Flaminia, Flaminia, prima della Foligno-Fabriano faceva registrare 1,414 euro al litro, e da ieri ha toccato quota 1,712. L’Ip davanti al Panda di Foligno salta da 1,452 a 1,776 euro al litro. Imboccando la superstrada, direzione Perugia si incontrano l’Agip (da 1,452 a 1,777 euro per litro), Total (da 1,458 a 1,777) e il Total Erg (da 1,549 a 1,779) al Ponte. L’Esso di Collestrada da 1,545 passa a 1,747 euro al litro. Il tutto naturalmente per quanto riguarda la verde, e in modalità servito. Alessandro Petruzzi, presidente di Federconsumatori Perugia, parla di aumenti intollerabili, con un aumento di oltre cinque centesimi addirittura nel giro di dodici ore, dalle 19 del primo gennaio alle 7 del due. “Anche i cosiddetti distributori no-logo – spiega Petruzzi – stanno evidenziando differenziazioni tra di loro, con aumenti delle pompe collocate nei pressi delle città rispetto ai distributori nelle periferie e nelle campagne”. Queste nuove accise partono dagli addizionali 2,5 centesimi della Liguria, ai 2,6 del Lazio, e arrivano fino ai 4, 5 e 6,1 cent in Umbria (dove i quattro centesimi, lo ricordiamo verranno destinati ai fondi per la ricostruzione post sisma a Marscianoi), Marche e Toscana. Torna anche il gap tra benzina e gasolio, visto che quest’ultimo non è stato toccato dal supplemento regionale: in questo caso, la media è di 1,7 euro al litro. Anche se, è bene dirlo, che in molti casi anche i prezzi del diesel sono aumentati, senza giustificazioni. Nel centro e nel sud della nostra penisola le tariffe rimangono sempre più alte che nel resto d’Italia al punto che in alcuni distributori si è arrivati a superare la soglia dei 1,8 euro al litro, come detto, per questo motivo le associazioni consumatori aderenti a Casper (Adoc, Codacons, Movimento per la difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori) si sono messe sul piede di guerra e hanno annunciato una sorta di sciopero del rifornimento di benzina per domani e dopodomani, in attesa di presentare una denuncia penale per delle presunte speculazioni sulle tariffe, che hanno come conseguenza quello di aumentare i prezzi di molti beni di consumo. A conti fatti salvare e far crescere l’Italiacosterà quasi 400 euro ad ogni umbro. Tra aumenti shock per benzina e carburanti vari, nuovi estimi catastali, due punti percentuali di Iva, tagli agli enti locali, imposte varie la stima del Codacons prevede una mazzata da 355 milioni di euro per le tasche degli umbri. Senza dimenticare il ritorno dell’Ici, ora chiamata Imu, con tanto di beffa in base ai calcoli del centro studi della Cgia di Mestre, l’associazione degli artigiani mestrini. Con il passaggio dall’Ici all’Imu infatti, spiega la Cgia, in caso si possegga una seconda casa il divario tra il vecchio sistema di tassazione e quello attuale tenderà a diminuire. Con redditi oltre i 100 mila euro, addirittura, l’Imu diventa più vantaggiosa dell’Ici. B
 

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