10 Aprile 2010

La verde corre e sfiora quota 1,44 euro

Settimane di rincari alla pompa

 
Roma Sembra davvero finita la tregua sulla rete carburanti. Mentre sui mercati internazionali si è assistito a un nuovo declino delle quotazioni internazionali di benzina e diesel, le compagnie petrolifere provano a recuperare le «sofferenze» delle scorse settimane rimettendo mano ai listini con la verde volata ai massimi da settembre 2008. A scattare in avanti è stata Shell che, con un rialzo di 1,5 centesimi, è arrivata a quota 1,439 euro il litro. La società anglo-olandese ha rivisto di 0,5 centesimi anche il diesel salito, così, a 1,259 euro il litro. E’ quanto emerge dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it che ha riscontrato aumenti anche per Erg, Esso e Q8. «Con i nuovi rialzi dei prezzi sono sempre più urgenti interventi immediati per arginare la corsa dei prezzi», sostengono le principali associazioni dei consumatori commentando le rilevazioni sui listini di gasolio e benzina. Per Adusbef e Federconsumatori, in particolare, «non si può andare avanti così, si rende indispensabile un incontro con i petrolieri nel quale definire una soluzione per questa situazione intollerabile che pesa sulle tasche degli automobilisti per oltre 254 euro annui». Intanto le misure allo studio del governo arriveranno in poche settimane, ha assicurato il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia, e già la prossima il ministero deciderà quale strumento utilizzare per varare le novità. Opterà cioè per un provvedimento legislativo, «anche un decreto qualora si trovasse un accordo», o per un protocollo di intesa con le compagnie. I petrolieri sono del resto già «pronti» a siglare, ha assicurato il presidente dell’ Unione petrolifera, Pasquale De Vita. Intanto l’ autorità Antitrust ritiene necessario intervenire su «quattro cose in particolare» per fronteggiare la corsa dei prezzi. Si tratta, ha spiegato il presidente Antonio Catricalà a margine del convegno di Confindustria in corso a Parma, di «consentire ai gestori anche il "non oil" perché così i punti vendita potrebbero abbassare il prezzo della benzina potendo contare su economie di scala maggiori; di incrementare le pompe bianche; di allargare la possibilità dei supermercati di vendere benzina e di aumentare il self service». La ricetta per ridurre il prezzo della verde di 0,42 euro al litro, con un risparmio medio annuo a famiglia di 650 euro, «esiste». A sostenerlo è il Codacons.

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