6 Giugno 2017

La vaccinano e lei resta invalida Il Ministero paga

Mario Consani MILANO È «ALTAMENTE PROBABILE» che quell’ encefalopatia derivi da un vaccino non obbligatorio somministratole 41 anni fa. Una nuova sentenza che riconosce il nesso tra vaccini – in questo caso quello quadrivalente – e la grave patologia che causa crisi epilettiche, è divenuta definitiva. Lo scorso novembre la corte d’ appello civile di Milano aveva confermato la decisione con cui il tribunale di Vigevano tre anni fa condannò il ministero della Salute a versare l’ indennizzo a una donna, ora 42enne, che a 6 mesi era stata vaccinata. E ora la sentenza è passata in giudicato poiché non è stata impugnata entro i termini previsti. LA VICENDA RIGUARDA una donna della provincia di Pavia nata nel 1975, che circa sei mesi dopo la nascita venne vaccinata. Già allora la neonata cominciò a star male e ad avere crisi epilettiche sempre più frequenti che si sono aggiunte ad altre problematiche di grave disabilità (anche per queste ha un diverso tipo di indennità). Solo otto anni fa però, nel 2009, la diagnosi in base alla quale l’ encefalopatia veniva ricollegata al vaccino quadrivalente alla quale era stata sottoposta. Così il padre, nominato amministratore di sostegno, decise di fare causa al ministero della Salute. In primo grado venne disposta una consulenza tecnica d’ ufficio, poi condivisa anche dalla corte d’ appello sezione lavoro di Milano, nella quale si sostiene che la vaccinazione «resta l’ ipotesi (…) altamente più probabile» della causa della malattia che ha colpito fin da allora la neonata – purtroppo tra quelle previste come possibili in casi limite – e che nel scorso del tempo si è sviluppata portandola, come ha detto l’ avvocato della donna Giuseppe Romeo, ad avere «crisi tutti i giorni». IL LEGALE HA SPIEGATO che per questo il ministero è stato condannato a versare l’ indennizzo previsto dalla legge: dal marzo 2009 fino ad oggi 863 euro mensili e dal luglio al febbraio del 2009 il 30 per cento di tale importo. «La sentenza – ha concluso l’ avvocato – è passata in giudicato perché nessuno l’ ha impugnata entro i termini che sono scaduti lo scorso 10 maggio e dalla cartella telematica non compare l’ invio del fascicolo in Cassazione». «I giudici, così come i periti, hanno accertato oltre ogni ragionevole dubbio che il vaccino ha plausibilmente causato la malattia nella neonata – commenta il Codacons in una nota -. Alla luce di tale sentenza le ultime affermazioni rese da Aifa (l’ Agenzia italiana del farmaco, ndr) circa le reazioni avverse alle vaccinazioni appaiono non esaustive, e rischiano di fornire una informazione non completa alle famiglie». L’ associazione inoltre, si legge sempre nel comunicato, segnala che dalla banca dati europea spuntano 8.409 casi di sospette reazioni avverse tra il 2012 e il 2017 e pertanto annuncia un nuovo esposto alla magistratura contro l’ Aifa.

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