17 Maggio 2011

La vacanza “rovinata”

• Navigando nel Web o semplicemente leggendo riviste turistiche, ci si imbatte sempre più spesso nel termine vacanza rovinata, ma, su cosa tale termine significhi o sul perché tale fattispecie debba trovare nel nostro ordinamento un diritto risarcitorio non v’ è molta chiarezza. Il rischio è che il turista, vittima di un "pregiudizio" durante la propria vacanza, cada nell’ errore di pensare di poter richiedere chissá quale risarcimento. Tralasciando eccessivi tecnicismi che possono trarre in inganno il lettore, è possibile definire il danno da vacanza rovinata come il pregiudizio sofferto dal turista a causa dell’ inadempimento contrattuale dell’ organizzatore turistico durante l’ esecuzione del viaggio tutto compreso. Con Sentenza del 12 marzo 2002, n. C-168/00, la Corte di Giustizia dell’ U.E. ammise per la prima volta la risarcibilitá di natura non patrimoniale (danno morale risarcibile) del danno da "vacanza rovinata" rilevando che «in linea di principio il consumatore – turista – ha diritto al risarcimento del danno morale derivante dall’ inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in occasione di un viaggio "tutto compreso"». Dopo una vasta produzione giurisprudenzale al riguardo, anche a fasi alterne, a causa della difficoltá del raggiungimento della prova del danno subito oggi il danno da vacanza rovinata trova piena risarcibilitá nel nostro ordinamento. Il D.lgs 206 del 2005 – cd Codice del Consumo – che ha recepito ed incluso negli artt. dall’ 82 al 100, tutte le disposizioni in materia di viaggio organizzato oggi trova nuova conferma nel CODICE DEL TURISMO approvato il 9 maggio scorso dal Governo. * responsabile ufficio legale.

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