2 Febbraio 2010

La Ue non gira la clessidra Giorni contati per lo smog

Milano ha respirato per una giornata, con lo stop domenicale alla circolazione; la Campania ha più tempo per mettersi in regola, ma Puglia e Sicilia no. L’ Italia dello smog, oltre a fare i conti con gli alti livelli di Pm10, deve vedersela con il rifiuto della Commissione europea che ha deciso ieri di concedere solo alla Campania più tempo per mettersi in regola con la direttiva sulla qualità dell’ aria, mentre ha rigettato la richiesta per Puglia e Sicilia. «L’ inquinamento atmosferico – secondo il commissario uscente all’ Ambiente, Stavros Dimas – ha gravi ripercussioni sulla salute umana e il rispetto delle norme deve essere la nostra priorità. La direttiva Ue del 2008 sulla qualità dell’ aria riconosce le difficoltà che alcuni stati membri hanno incontrato per conformarsi agli standard sul Pm10 entro la data fissata inizialmente, cioè il 2005, e prevede pertanto la possibilità di allungare provvisoriamente i tempi. La Commissione si aspetta tuttavia che gli Stati membri dimostrino in maniera evidente che stanno facendo il possibile per conformarsi al più presto alle norme Ue». Nel 2009, ricorda la Commissione, sono state adottate circa venti decisioni, tra le quali una relativa a una precedente richiesta dell’ Italia, riguardante zone diverse. Gran parte delle aree dell’ Unione europea in cui viene misurata la qualità dell’ aria non rispettavano le condizioni per poter beneficiare di una proroga. Nel caso specifico solo una regione italiana soddisfa le condizioni stabilite dalla normativa. Nelle altre, le condizioni non sono state soddisfatte, o almeno non sono state dimostrate. «In molti casi – spiegano a Bruxelles – ciò è dovuto agli scarsi dati forniti o al fatto che le misure delineate nei piani per la qualità dell’ aria» non sarebbero comunque sufficienti per arrivare ai livelli giusti «al termine della proroga». Se il Sud è «osservato speciale» Ue, il Nord non se la passa meglio. La domenica ecologica a Milano, con un vero e proprio boom del bike sharing (1.650 corse, con un aumento del 400%), ha migliorato la qualità dell’ aria in tutta la Lombardia riportando il livello di Pm10, quasi ovunque, al di sotto del valore limite fissato per legge a 50 microgrammi per metro cubo. Ma in poco tempo l’ aria è tornata irrespirabile: già alle 14 di ieri le concentrazioni di polveri sottili avevano superato nuovamente il limite consentito, e la centralina del Verziere (alle spalle del Duomo) rilevava una media di 69 microgrammi/mc. «Questi dati parziali – ha spiegato il vicesindaco Riccardo De Corato – sono soltanto indicativi e in attesa di validazione scientifica da parte della stessa Arpa. Solo domattina (oggi, ndr) saremo in grado di fornire i dati ufficiali relativi alle concentrazioni di Pm10 a Milano nella prima giornata di febbraio. In ogni caso – ha concluso – i veicoli diesel euro 4 ed euro 5 senza filtro antiparticolato dovranno pagare l’ Ecopass da 5 euro, per accedere alla Cerchia dei Bastioni». I risultati della domenica ecologica non rassicurano il Codacons. L’ associazione dei consumatori, come ha già fatto per Milano, annuncia di essere pronta a denunciare i sindaci della Lombardia che non bloccheranno la circolazione, nonostante il superamento delle soglie d’ allarme. «Migliora la qualità dell’ aria, il blocco della circolazione di ieri ha funzionato e il livello di Pm10 è stato al di sotto del valore limite fissato per legge – afferma il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli – E’ la dimostrazione che la proposta del Codacons di istituire la circolazione a targhe alterne sempre è la soluzione più efficace nel breve periodo». Per questo l’ associazione mette in guardia i sindaci della Lombardia: «Il blocco della circolazione quando si stanno per superare le soglie limite, non è rimesso alla discrezionalità della pubblica amministrazione ma è un dovere del sindaco, previsto dalla legge».
 

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