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7 Maggio 2011

La Ue apre un contenzioso con il governo sulle concessioni di 90 anni per le spiagge

La Ue apre un contenzioso con il governo sulle concessioni di 90 anni per le spiagge
 

ROMA – Il demanio «regalato» ai privati apre un nuovo contenzioso tra il governo italiano e la Ue. La Commissione europea si è infatti dichiarata «molto sorpresa» dal decreto, presentato giovedì dal ministro Giulio Tremonti, che riguarda la concessione ai privati per 90 anni di coste e litorali e aspetta «chiarimenti». E se il ministro anche ieri continuava a ripetere «che le spiagge restano pubbliche a tutti gli effetti», Chantal Hughes, portavoce del commissario al Mercato interno Michel Barnier, spiegava lapidario che «il decreto, se confermato, non sarebbe conforme al mercato unico europeo». «Quello che ci inquieta – ha aggiunto – è se alla fine del periodo di concessione non ci sia il diritto quasi automatico di ottenere il rinnovo». La portavoce ha quindi ricordato le due lettere di «messa in mora», il primo passo per la procedura di infrazione, che Bruxelles aveva inviato all’ Italia proprio sulla questione delle concessioni ai privati di spazi pubblici: spiagge e piazze. Era stato contestato il rinnovo automatico degli affitti per gli stabilimenti balneari per sei anni, senza procedere con il sistema della aste. La risposta è stata la concessione per 90 anni pure delle spiagge. Il blocco di norme, che nelle intenzioni del governo dovrebbero «risvegliare» l’ economia, oltre a creare un nuovo fronte con Bruxelles ha fatto infuriare ambientalisti e associazioni di consumatori. I primi hanno paura della cementificazione delle coste, i secondi sono preoccupati per gli aumenti dei servizi, per la verità, già in vista. Entrambi si sono detti «sconcertati» per le parole pronunciate ieri dal ministro per l’ ambiente Prestigiacomo: «E’ una norma che tutela il nostro territorio per evitare che imprese straniere vengano a occupare le nostre spiagge». Così, mentre Vittorio Cogliati Dezza presidente di Legambiente dice che «mai avremmo potuto immaginare di arrivare ad un punto così in basso», il Codacons ricorda al ministro Prestigiacomo che «forse gli sfugge il fatto che siamo in Europa e che quindi se si mettono le spiagge sul mercato, chiunque faccia parte della Ue ha diritto di partecipare; è evidente che concedere il diritto di superfice per 90 anni è l’ opposto che garantire la libera concorrenza, oltre ad essere contrario alla normativa europea». Vincenzo Lardinelli presidente di Fiba-Confersecenti l’ associazione più soddisfatta di tutte, garantisce: «La proposta va gestita con equilibrio: più i costi saranno ragionevoli, più ci sarà spazio per investimenti che rilanceranno il turismo balneare. L’ Europa chiedeva di cancellare l’ automatismo del rinnovo delle concessioni e questo lo abbiamo fatto modificando gli articoli». Secondo il Codacons le concessioni delle spiagge ai privati potrebbero determinare un aumento del 10% dei servizi di spiaggia. Per l’ affitto di una giornata di un lettino, una sdraio e un ombrellone in Italia due persone quest’ estate pagheranno mediamente 37 euro, 20 euro in Croazia, 23 euro sulle spiagge della Grecia. Più cara la Francia ma – spiega il Codacons – «le differenze di prezzo sono giustificate da un servizio di livello superiore e da stipendi sensibilmente più elevati».

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