10 Novembre 2007

La Turco ai farmacisti: “La vostra è una rappresaglia“

La Turco ai farmacisti: “La vostra è una rappresaglia“ polemica sui medicinali
Il ministro della Salute replica a Federfarma che minaccia di far pagare, a partire dal 19, i farmaci di fascia C con ricetta

Per il ministro della Salute Livia Turco la posizione dei farmacisti è“corporativa“ e di “rappresaglia“. Dopo che Federfarma ha annunciato di fare pagare ai cittadini, a partire dal 19 novembre, le medicine erogate dal Ssn in segno di protesta rispetto alla liberalizzazione che consente la vendita dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta nei supermercati e nelle parafarmacie, la Turco chiede a Federfarma di ripensarci. “Cari farmacisti – scrive il ministro – questa volta non sono con voi. Capisco le ragioni del vostro dissenso dinanzi all`ipotesi di consentire la vendita di farmaci soggetti a prescrizione medica al di fuori della farmacia, ma ritengo inaccettabile, oltre che sbagliata, la forma di protesta che avete annunciato“. Per il ministro far pagare al cittadino le medicine erogate dal Ssn “per rappresaglia“ contro un emendamento, ancora all`esame del Parlamento, “ha tutte le caratteristiche di una mera rivolta di stampo corporativo, non condivisibile ancor più se proveniente da professionisti impegnati nella tutela della salute dei cittadini“. “Il ritiro della minaccia di sospendere l`erogazione gratuita dei farmaci a carico del Ssn, che si tradurrebbe in una serrata – spiega Turco – è per me condizione indispensabile per riprendere il confronto e continuare a operare, in sintonia con il ministro Bersani, per soluzioni che garantiscano e valorizzino il ruolo e le prerogative delle farmacie italiane nell`ambito del sistema di promozione e tutela della salute“. Per la Turco la minaccia di interrompere il servizio di assistenza è“inaccettabile“ e “non sarà mai compresa dai cittadini“. “Abbiamo lavorato insieme – scrive a Federfarma – per disegnare la farmacia del futuro, ancor più integrata nel sistema sanitario nazionale. Se penso a quella farmacia e a quei farmacisti non riesco a ritrovarvi i toni e le reazioni irresponsabili che avete minacciato di assumere, tra l`altro proprio nel momento in cui stiamo lavorando al fine di correggere quell`emendamento che, io per prima, ho sempre ritenuto profondamente errato“. A criticare la posizione assunta da Federfarma sono anche le parafarmacie. “Le dichiarazioni del presidente Giorgio Siri sono una vergogna e ci lasciano sconcertati, visto che fino a ieri dichiarava di lottare per la tutela della salute dei cittadini“, afferma Spolaore, segretario nazionale dell`Anpi, l`Associazione nazionale parafarmacie italiane. “Così Federfarma ricatta il Governo. Ora a farne le spese saranno gli anziani e le fasce deboli della popolazione“, aggiunge Spolaore. Le parafarmacie (esercizi di vicinato) chiedono ai ministri Bersani e Turco “di non cedere ai ricatti di questa prepotente lobby“. Siri deve sapere, conclude Spolaore, “che le nostre associazioni rappresentano i piccoli esercizi di vicinato dove la titolaritàè in capo a farmacisti laureati e abilitati all`esercizio, con pari conoscenza e capacità dei titolari di farmacia che lui rappresenta. Chi garantisce la salute del cittadino non sono i muri della farmacia, ma la professionalità del farmacista“. Il Codacons chide al governo di sospendere la licenza ai farmacisti “ribelli“. L`associazione annuncia un esposto alla Procura della Repubblica per “accertare se esistono profili penalmente rilevanti“. “Svariate le ipotesi di reato – si legge in una nota – sui quali il Codacons chiede che i magistrati svolgano accertamenti, dall`interruzione di pubblico servizio all`omissione di soccorso, dalla minaccia alla pubblica intimidazione. Anche se nell`assemblea prevista per il 15 novembre i farmacisti facessero un passo indietro, resterebbe in ogni caso la provocazione e l`avvertimento“.

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