La truffa on line comincia al telefono E ora c’è chi si spaccia per Amazon
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
I nomi sono i più disparati: dal (forse più conosciuto) phishing al (sicuramente meno noto) spoofing. Sono i termini con cui vengono chiamate le principali – e purtroppo molto diffuse anche a Bergamo e provincia – truffe on line o telefoniche.I malviventi si spacciano per l’Inps, la propria (o un’altra) banca, l’ufficio postale e, più di recente, utilizzano anche (a sproposito) il nome di Amazon per accreditarsi quali promoter di affari nel trading on line. Il consiglio è sempre lo stesso: ignorare le e-mail con link sospetti e chiudere le telefonate dove l’interlocutore propone guadagni consistenti in poco tempo. Sono tutte ovtruffe e gli unici a guadagnarci, semmai, sono gli autori dei raggiri. L’ultimo allarme è giusto di ieri e arriva dall’Inps, che in una nota «avvisa tutti i suoi utenti che sono in corso tentativi di truffa tramite email di phishing». Come? «Sfruttando apparenti comunicazioni da parte di un sedicente servizio clienti dell’istituto, invitano a inviare dati personali su un link cliccabile, allo scopo di ottenere il pagamento di una somma tramite bonifico da parte dell’Inps. L’istituto invita i propri utenti a diffidare di tali comunicazioni, in quanto finalizzate a sottrarre fraudolentemente dati anagrafici, oppure relativi a conti correnti o a carte di credito. Si ricorda, al riguardo, che le informazioni sulla propria posizione sono consultabili accedendo direttamente al sito www.inps.itinps. e che l’Inps, per motivi di sicurezza, non invia mai comunicazioni di posta elettronica contenenti allegati da scaricare o link cliccabili». Comportamento analogo tenuto anche da banche e, in generale, da tutte le società che operano su internet. Proprio la Banca di credito cooperativo ha di recente diramato ai propri clienti un avviso a non dar credito a sms, e-mail o messaggi Whatsapp che «sembrano uguali a quelli dell’assistenza della Bcc». Anche in questo caso i truffatori chiedono, «con una motivazione plausibile, di fornire le proprie credenziali o, peggio, i effettuare direttamente un bonifico o una ricarica». L’obiettivo è solo quello di rubare le credenziali dell’identità (in inglese «spoof» significa proprio beffa, imbroglio). Anche le banche precisano che i loro operatori «non chiederanno mai e per nessuna ragione le credenziali personali di accesso». Nel caso si dovesse cadere nel tranello, è bene avvisare subito la polizia postale e bloccare le proprie carte di debito o credito. È anche possibile contattare per un supporto o una consulenza gratuita il Codacons di Bergamo. Spiega il presidente, Marco Maria Donzelli: «L’invito è sempre il medesimo, diffidare da tutte le richieste sospette avanzate on line di dati personali e coordinata bancarie. Si tratta in moltissimi casi di nient’altro che truffe. Ricordiamo ai consumatori che per informazioni sul tema, segnalazioni e per ricevere assistenza è possibile contattare il Codacons».A disposizione l’indirizzo di posta elettronica dell’associazione, che è: [email protected]. E poi, come detto, anche il colosso mondiale dell’e-commerce Amazon viene da qualche settimana utilizzato, iamente a sua insaputa, per truffare i cittadini. Il motivo è molto semplice: praticamente quasi tutti hanno portato a termine, almeno una volta nella vita, un acquisto su Amazon. Gli autori del raggiro fanno leva su questo e si spacciano per operatori del servizio assistenza, tanto da chiedere alla loro potenziale vittima, per accattivarsela,sei servizi precedenti fossero stati di suo gradimento. Del resto la stragrande maggioranza delle persone non dovrebbero stupirsi – è il ragionamento dei truffatori – di fronte a questa uscita proprio perché quasi tutti hanno già avuto a che fare con il sito di Jeff Bezos. Questo il tenore della telefonata: «Ora Amazon sta puntando anche sull’investimento on line e, visto che sei già stato nostro cliente, ti vogliamo proporre un’offerta che ti potrà portare a guadagnare anche tremila euro extra alla settimana». Tutto falso: lo stesso Amazon è vittima di questo raggiro. E anche in questo caso è bene chiudere la telefonata il prima possibile. Con buona pace, per una volta, dell’educazione.
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