10 Dicembre 2018

La truffa dei pass intestati ai defunti Il Codacons chiede il sequestro

sarebbero un centinaio i casi, alcuni già accertati dall’ associazione l’ allarme dell’ avvocato di lieto: temo vi sia stato un vero mercato
Gaetano MazzucaCatanzaro Sequestrare l’ elenco di tutti i pass concessi dal corpo di polizia municipale di Catanzaro e incrociare i dati con l’ ufficio anagrafe del Comune capoluogo. È questa la richiesta che l’ associazione Codacons ha rivolto alla Procura della Repubblica. L’ ipotesi è una colossale truffa ai danni delle già asfittiche casse dell’ amministrazione comunale. Secondo la denuncia dell’ associazione sarebbero più di un centinaio i permessi intestati a soggetti oramai deceduti che risultano tuttora in circolazione nella città capoluogo di regione. Tesserini che garantiscono di parcheggiare gratis sulle “strisce blu”, disseminate pressoché ovunque nella città di Catanzaro. In pratica, secondo la ricostruzione del Codacons, il pass rilasciato dal Comune per persone disabili o gravemente malate non sarebbero stati restituiti, come previsto, alla morte del soggetto, ma continuerebbero a essere utilizzati da altri non aventi diritto. Il vicepresidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto, non esclude addirittura che vi possa essere stato «un vero e proprio mercato con i pass venduti al migliore offerente». Accuse gravissime che però l’ avvocato si dice certo di poter dimostrare. Tutto è partito dalle segnalazioni di alcuni cittadini. Gli approfondimenti avviati dal Codacons, stando a quanto riferisce lo stesso Di Lieto, avrebbero portato riscontri in poco tempo: «Alcuni casi sono stati già accertati con tanto di numeri di targa». Davanti alle prime conferme il Codacons, nell’ ottobre scorso, ha invitato il Comune e il Comando dei vigili urbani a verificare la situazione: «non fosse altro che per il doveroso rispetto nei confronti di chi ha seri problemi di salute». Invece a distanza di due mesi dall’ istanza presentata dal Codacons nessuna risposta è giunta da Palazzo De Nobili: «Evidentemente – sostiene Di Lieto – si è preferito agevolare i “furbetti del tesserino” che finiscono per sottrarre posti a chi effettivamente ne ha bisogno, umiliando e costringendo chi ha seri problemi di salute ad estenuanti giri alla ricerca del parcheggio». Ma questo illegittimo utilizzo finisce per causare un grave danno economico all’ ente. «Occupando gratis dei posti sulle strisce blu, li sottraggono, illecitamente, alla disponibilità degli automobilisti paganti e, di riflesso, causano un danno economico allo stesso Comune di Catanzaro che non incassa l’ obolo, conseguente proprio il fraudolento utilizzo dei “pass”». «Speriamo che l’ Ufficio di Procura – conclude Di Lieto – voglia acquisire tutti i pass rilasciati presso il Comando della polizia municipale e provveda, quindi, ad incrociarli con i dati dell’ ufficio Anagrafe. Laddove dovesse emergere che moltissimi “pass” intestati a soggetti deceduti siano ancora oggi in circolazione, chiediamo che si proceda nei confronti di tutti i soggetti responsabili, anche per aver omesso ogni tipo di controllo, per il reato di truffa nonché per il grave danno erariale causato». Tutti gratissulle strisce blu Le tessere rilasciate dal Comando della polizia municipale vengono concesse per motivi di salute e consentono di parcheggiare gratuitamente sulle tante strisce blu disseminate nella città. Il pass rilasciato a nome della persona con problemi di salute dovrebbe essere restituito all’ amministrazione in caso di guarigione o decesso del soggetto a cui è intestato il pass. A Catanzaro, stando a quanto denunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons le tessere non sarebbero mai state restituite e continuerebbero a essere utilizzate, consentendo anche a chi non ne avrebbe diritto di parcheggiare sulle zone di sosta a pagamento. Un caso su cui è chiamata a far luce la Procura della Repubblica.

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