13 Febbraio 2020

La truffa dei cataloghi, occhio agli anziani: «Basta una firma per farsi sfilare migliaia di euro»

 

Ai tempi delle truffe telematiche e online, c’è chi non rinuncia ai metodi classici. Ce n’è uno, in particolare, che può causare ingenti perdite per tutti, ma soprattutto per le persone anziane, che tendono ad essere più facilmente raggirabili: si tratta della cosiddetta truffa dei cataloghi.

Questa truffa sembra funzionare anche meglio di quelle telematiche, che negli ultimi tempi riescono sempre meno grazie all’aumentata diffidenza nei confronti di e-mail o sms o degli operatori di telemarketing. Il segreto del successo della truffa dei cataloghi sta nelle clamorose offerte di risparmio proposte ad ignari cittadini da agenti e venditori che operano soprattutto col porta a porta.

Gli ambiti di questa truffa sono estremamente variegati: si passa da luce e gas fino all’Adsl, passando per beni e oggetti di consumo. Lo spiega bene Fabio Galli, avvocato del Codacons, a Business Insider Italia: «Ci sono sempre più episodi di questo genere e noi cerchiamo di assistere legalmente tante persone truffate, per maggioranza anziani. Lo schema è piuttosto comune: arrivano giovani a casa, con la scusa di pubblicizzare nuove aperture commerciali tramite volantini e depliant. Poi si chiede una firma, per dimostrare ai superiori che i cataloghi sono stati effettivamente consegnati».

Peccato, però, che non si tratti di una semplice firma su un foglio, bensì di un vero e proprio contratto firmato che costringe le vittime della truffa ad acquistare prodotti di vario genere per diverse migliaia di euro. «Le vittime della truffa non se ne accorgono subito, ma solo dopo qualche settimana. I truffatori, infatti, prima di colpire con la seconda fase attendono il periodo di 14 giorni per il diritto di recesso» – spiega ancora Fabio Galli – «Quando poi il contratto non può più essere annullato, a distanza di circa un mese, arrivano nuovi rappresentanti che chiedono di completare l’ordine di acquisto. Qualcuno ha provato a protestare e a quel punto il truffatore fa finta di mediare un accordo con la società, concedendo alle vittime ordini di importo più basso ma comunque nell’ordine di qualche migliaio di euro».

L’unico modo per difendersi, al momento, sembra quello di non prestare fiducia agli operatori commerciali che svolgono il loro lavoro porta a porta. Anche perché, come spiega ancora l’avvocato del Codacons, «i prodotti ordinati che arrivano a domicilio sono spesso oggetti di poco valore ma che vengono pagati molto di più rispetto al loro oggettivo prezzo sul mercato. Noi cerchiamo di ottenere l’annullamento del contratto, sollevando il problema che la vendita è avvenuta in maniera non corretta, visto che il consumatore non era consapevole di quello che stava accadendo».

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