8 Ottobre 2007

La tregua è finita. Tornano a salire i prezzi di luce e gas

Dopo un anno tornano a salire i prezzi di elettricità e gas. A partire da ottobre i prezzi dell`energia elettrica per le famiglie e le piccole imprese aumenteranno infatti del 2,4%, mentre quelle del gas cresceranno del 2,8%. Lo ha stabilito l`Autorità per l`energia elettrica e il gas. “I fattori che hanno essenzialmente pesato sugli aumenti – spiega l`Authority – sono le permanenti elevate quotazioni internazionali degli idrocarburi, dai quali il nostro Paese dipende per l`85% del fabbisogno energetico“. L`Autorità ha infatti registrato un aumento del prezzo del petrolio del 34% negli ultimi nove mesi anche tenendo conto dell`effetto calmiere derivante dal cambio euro/dollaro. Per quanto riguarda l`energia elettrica gli aumenti che scatteranno da oggi, 1° ottobre, rappresentano per la famiglia con consumi medi (circa 2.700 kw/h all`anno) una maggiore spesa annuale di circa 10 euro. Per quanto riguarda il gas, invece, gli aumenti implicano per la famiglia media (consumi pari a 1.400 metri cubi l`anno) un maggiore spesa di circa 26 euro l`anno. In particolare, i prezzi fissati per il trimestre ottobre-dicembre dall`autorità sono di 15,91 centesimi di euro per kw/h per l`elettricità e di 67,55 centesimi di euro al metro cubo per il gas. “Oggi non è una giornata felice per me, perché dobbiamo annunciare aumenti – ha detto il presidente dell`Autorità Alessandro Ortis – gli effetti positivi delle liberalizzazioni sono stati nascosti dallo `tsunami` degli aumenti dei prezzi petroliferi, saliti del 35% anche dopo l`effetto del cambio euro dollaro“. Questi hanno avuto un impatto sulla dinamica dei prezzi della elettricità, ha spiegato, che in Italia viene prodotta per oltre il 60% con idrocarburi mentre sul fronte del gas si sconta anche un sistema in cui “siamo a livelli di concorrenza assolutamente insoddisfacenti, per non dire inesistenti“. A pesare sulle bollette anche i cosiddetti “oneri di sistema“, voci che, secondo l`Autorità per l`Energia, “se diversamente normate potrebbero attenuare l`impatto della variazione del prezzo dei combustibili“. In particolare, si tratta dei finanziamenti alle fonti rinnovabili `assimilate`, il contestatissimo CIP6, tagliati dalla stessa Autorità con un provvedimento contro il quale pende un ricorso alla giustizia amministrativa. Se dovesse ricevere il via libera consentirebbe il risparmio di 6-700 milioni di euro l`anno. Ci sono poi, segnala l`Authority, 150 milioni di euro che vengono prelevati dai costi per le residue attività nucleari e “destinati ad altri scopi“ dalle leggi finanziarie 2005 e 2006 e l`Iva che viene calcolata anche sugli stessi `oneri di sistema` già di per se “di natura parafiscale“ con un gettito di 670 milioni di euro. Le associazioni dei consumatori – “Una stangata pesante per i consumatori – affermano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – , contro la quale il Governo deve intervenire prima di tutto accelerando il piano energetico, che deve essere basato su una seria politica del risparmio, poi incentivando la costruzione di impianti di rigassificazione, e infine investendo in fonti di energia alternative, a partire dal fotovoltaico“. “Questi ultimi rialzi vanno ad aggiungersi alla sequela infinita di rincari registrati in tutti i settori, confermati anche dall`Istat, che rischiano seriamente di compromettere il potere d`acquisto dei consumatori e l`intera economia nazionale“. Le piccole imprese – Gli aumenti delle tariffe dell`energia elettrica resi noti dall`Autorità per l`Energia costeranno alle piccole imprese 249 milioni di euro in più in un anno. Questo, secondo la Confartigianato, l`effetto del rialzo delle tariffe dell`elettricità sul 90,8% delle piccole imprese che operano sul mercato tutelato e la cui bolletta elettrica ammonta complessivamente a 9 miliardi di euro l`anno. “Si tratta – osserva il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini – di un impatto che spaventa e deprime gli imprenditori, i quali già pagano il prezzo dell`energia elettrica più alto d`Europa, superiore addirittura del 52,6% rispetto alla media dei Paesi Ue“. Contro questo stato di cose, secondo Guerrini, sarebbe necessario “intervenire con decisione sul fronte della liberalizzazione del mercato dell`energia e sull`utilizzo di fonti alternative“.

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