La tregua di Ferragosto non c`è stata e l`odissea delle Borse prosegue
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fonte:
- La Stampa
La tregua di Ferragosto non c`è stata e l`odissea delle Borse prosegue: nella giornata più estiva dell`anno, mentre molte piazze erano chiuse, Wall Street ha continuato a macinare perdite e l`Asia l`ha seguita. Ieri poi, alla riapertura generale dei mercati, la gravità del momento è apparsa tale da far saltare molti programmi di vacanza. Com`è successo al ministro dell`Economia francese, Christine Lagarde, rientrata a Parigi su richiesta del presidente Nicolas Sarkozy, che intanto invita i Paesi del G7 ad adottare misure per rinforzare la trasparenza dei mercati. Un`iniziativa approvata da Romano Prodi, che promuove le misure prese dalla Bce ribadendo però la necessità di seguire attentamente la crisi. Da parte sua la Commissione europea ha messo sotto osservazione le agenzie di rating per la lentezza con cui hanno reagito al deteriorarsi del settore dei mutui. Un comportamento che, in Italia, ha spinto l`Adusbef a rivolgersi alle Procure di Milano e Roma chiedendo “di indagare i comportamenti dolosi di Moody`s, Standard & Poor`s e Fitch“. Un`altra associazione di tutela di consumatori, il Codacons, si rivolgerà invece all`Antitrust europeo e alla Consob. Oltreceano, il segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson, pur riconoscendo il duro colpo subito dalle Borse, ha garantito che gli effetti della congiuntura non sono tali da innescare una recessione. Insomma i timori su una possibile crisi dell`intero settore del credito continuano a crescere e prende sempre più corpo l`ipotesi che i problemi delle banche si trasferiscano sui risultati finanziari delle società e, a cascata, vadano ad indebolire l`intera crescita economica. Un contagio che ha già toccato il mercato delle valute, le quotazioni del petrolio e quelle dell`oro. Intanto sono entrate nel ciclone-mutui le società di buyout, che fanno ricorso a prestiti per finanziare acquisizioni: ieri, alla Borsa di Amsterdam, il titolo Kkr Private Equity Investors è arrivato a perdere il 9,5% e il giorno precedente un` altra società del gruppo, la Kkr Financial Holdings, aveva visto la sua capitalizzazione assottigliarsi di un terzo. Secondo Andrew Garthwaite, stratega del Credit Suisse, le analogie tra l`attuale crisi e quella che provocò nel 1998 il default del debito russo sono evidenti, con rischi di peggioramento. La soluzione potrebbe essere un taglio dei tassi d`interesse da parte della Federal reserve, ma da quest`orecchio la Fed, al momento, non ci sente. Per i listini la giornata è stata un massacro partito dal Far East: Tokyo ha chiuso in calo del 2%, peggio Hong Kong con -3,7%. La frana si è estesa in tutta l`area, con Taiwan a -4,6%, Shanghai sotto del 2,4%, Singapore a -4,3% e Seul ha segnato il record negativo con -6,9%. In India l`indice Sensex ha lasciato sul terreno il 3,7%. Male anche la Nuova Zelanda, -1,2% e l`Australia, -1,3%. Poi è toccato all`Europa, dove sono andati bruciati oltre 304 miliardi di euro di capitalizzazione. Le Borse sono precipitate ai minimi dell`anno: Londra in calo del 4,1%, Parigi del 3,26%, Zurigo a -2,76%. Ancora crolli per Milano (-3,38%), Madrid (-3,72%), Amsterdam (-3,75%), Stoccolma (-3,21%) Francoforte (-2,36%). Le vendite hanno continuato a colpire i titoli del credito: l`Eurostoxx delle banche ha perso il 3,45%, quello dei servizi finanziari il 5,75%. Le paure per gli effetti che a questo punto la crisi può avere sull`economia reale sono arrivate come una mazzata sui titoli petroliferi (-4,33%), sulle materie prime (-5,9%), sull`auto (-4%). Sotto tiro anche l`edilizia (-4,2%) dopo l`annuncio che le costruzioni di nuove case negli Usa sono rallentate ai livelli di dieci anni fa. Tra gli analisti, comunque, comincia farsi più forte la sensazione che il crac dei “subprime“ stia sfociando in una crisi virtuale. La spiegazione sarebbe semplice: la speculazione sta tirando giù le Borse per poi riposizionarsi. Sul fronte Usa a Wall Street è successo di tutto, con gli indici su una sorta di montagne russe. Dopo l`apertura negativa e due interventi della Fed, per complessivi 17 miliardi di dollari, a metà giornata il Dow Jones perdeva il 2,64% e il Nasdaq il 2,83% quando il Nyse ha fatto scattare i limiti al trading con l`obiettivo di frenare la picchiata. Ad innescare le perdite è stato l`annuncio di Countrywide Financial, maggiore operatore statunitense nel prestito immobiliare, di aver ottenuto una linea di credito per 11,5 miliardi di dollari da un pool di 40 banche. Mercoledì Countrywide era stata definita da Merrill Lynch “sull`orlo della bancarotta“ e Moody`s ieri ha deciso di abbassare di tre livelli il rating sulla società, con conseguente crollo del 16% in Borsa. Ma la crisi ha investito pure General Motors, penalizzata dalla scelta di Moody`s e Fitch di ridurre il rating sulla società di prestiti controllata Gmac. A precipizio anche Home Depot, gruppo del “fai da te“ per la casa. E sempre Moody`s ha fatto sapere che la crisi “ha il potenziale per causare il fallimento di un hedge fund di proporzioni tali da provocare un contraccolpo ancora più grave sui mercati, come accadde nel 1998 con Ltcm“. Poi, a sorpresa, il Dow Jones recuperava poderosamente nel finale, passando per un attimo in positivo dello 0,06% prima di ritornare sotto dello 0,12%. Anche il Nasdaq risaliva, ma si fermava a -0,32% senza mai lasciare il territorio negativo.
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