8 Luglio 2001

La top ten delle fregature

La top ten delle fregature: su tutti i viaggi organizzati all?ultimo minuto

E le stelle degli hotel non brillano

PERUGIA – «Vacance j`oublie tout». La “filosofia“ francese, quando si va in vacanza, esorta a dimenticarsi di tutto. Ma non è sempre facile dal momento che, nonostante bollette e suocera vengano lasciati a casa, i problemi nascono o durante il viaggio o, una volta arrivati, nei luoghi di villeggiatura. Questo, comunque, non scoraggia più di tanto il popolo di vacanzieri dell`Umbria che, secondo una stima di Telefono blu, questa estate supererà le 180 mila unità. «Un anno boom – sostiene Pierre Orsoni, presidente dell`associazione a tutela dei turisti-consumatori – considerando il numero delle persone che farà almeno 7 giorni di vacanza (in Italia oltre 30 milioni)».

Come vuole la tradizione, la maggioranza degli umbri farà le proprie ferie in agosto, il 45%, anche se rispetto ad alcuni anni fa cresce il numero delle persone che sceglie settembre per concedersi il meritato riposo (15%). Tra le mete preferite è sempre il mare a farla da padrone perché secondo le previsioni circa il 70% degli umbri partirà con paletta e secchiello, mentre l`11% si dirigerà verso l`estero. I restanti raggiungeranno la montagna e, sfruttando la vicinanza di alcune località appenniniche, molti lo faranno durante i week end. Per quanto riguarda le spiagge, le preferite sono Romagna, Versilia, isole in genere e la costa tirrenica se si sceglie il Sud. Non mancano le famiglie che ricercano pace e genuinità in agriturismo della Toscana e del Trentino. Strutture che anche in Umbria rappresentano l`oggetto del desiderio di molti visitatori “forestieri“, dividendo con città d`arte e località lacustri del Trasimeno, il flusso di turismo “incoming“ (in entrata). Secondo Telefono blu, tra le regioni del centro, l`Umbria è quella che detiene una quasi parità tra outgoing e incoming.

Venendo alle note dolenti, la scorsa estate, delle 180 mila segnalazioni ricevute da Telefono blu, circa il 7% proveniva da Umbria e Marche. Tra i casi di malavacanza esposti, oltre il 33% riguardavano viaggi organizzati, il 25% strutture ricettive, il 15% l`accoglienza delle città turistiche, il 12% emergenze ambientali. Il fatto curioso è che dei disagi riscontrati, in media, solo il 10% viene denunciato, per questo le associazioni a tutela di consumatori e turisti invitano fin da ora a rivolgersi alle loro strutture che già dispongono di adeguate modulistiche per i rimborsi.
Tra queste, anche il Codacons, che mette a disposizione dei cittadini consigli e soluzioni legali per far valere i propri diritti anche in fatto di risarcimenti. Com`è accaduto per la famiglia perugina rimasta a dir poco delusa dal capodanno trascorso a Sharm el-Sheikh. Dove non solo è stata trovata una camera per quattro al posto delle due doppie comunicanti prenotate, ma la famiglia si era inoltre vista costretta a spendere oltre un milione in più per pagare cenone e bibite che, stando agli accordi presi con l`agenzia, erano invece compresi nel prezzo del pacchetto. «In questo caso siamo riusciti ad ottenere un risarcimento serio – dice Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – soddisfando in pieno le richieste di queste persone. Questo quindi ci induce a non abbassare la guardia, soprattutto perché in questo campo, in Italia, siamo ancora molto lontani da una seria tutela di turisti e viaggiatori».

Il consiglio rimane quello di rivolgersi a operatori (tour operator e agenzie di viaggi) che, oltre alla professionalità, offrano anche ulteriori garanzie dal punto di vista legale ed assicurativo, con la necessaria sicurezza del rispetto delle normative vigenti.

«Soprattutto quando si va lontano – continua Carla Falcinelli – è meglio affidarsi a tour operator conosciuti. Questo non significa che gli altri siano poco seri, ma se dovessero nascere problemi, con queste strutture è più difficile ottenere risarcimenti».

Occorre fare attenzione anche a certe forme sofisticate utilizzate dagli “abusivi“ che per operare nel mercato delle vacanze spesso si nascondono dietro club o associazioni “senza scopo di lucro“. In questi casi, se dovessero nascere disguidi, far valere le proprie ragioni diventa molto difficile. Nella maggior parte dei casi infatti le persone vengono fatte “aderire“, a loro insaputa a questi enti assoggettandosi, loro malgrado, a “clausole abusive“ volte esclusivamente a limitare le loro responsabilità. Anche acquistare un viaggio via Internet può nascondere qualche “insidia“.
«Bisogna capire chi c`è dietro certi siti – avverte il Codacons – e farsi dare sempre il maggior numero di informazioni possibile. Non bisogna fidarsi solo di ciò che compare nelle pagine web».

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