3 Aprile 2009

La Tia è una tassa e non una tariffa

 La Tia, la tariffa rifiuti che ha sostituito la vecchia Tarsu dal 1999, è una tassa e, come tale, non può essere soggetta all’Iva. Parola della Corte di Cassazione che, con la sentenza 17526/2007, ha sancito che il 10 per cento di Iva finora pagato sulla Tia non deve essere pagato e può essere recuperato attraverso il ricorso alle commissioni tributarie.  Una vittoria delle associazioni dei consumatori tanto che, lunedì prossimo a Ca’ Farsetti, il consigliere comunale e presidente regionale del Codacons, Franco Conte, chiederà al Comune di assistere i cittadini nel recupero dell’Iva non dovuta. Cinque milioni di euro, dieci miliardi delle vecchie lire. A tanto ammonta l’Iva versata allo Stato calcolata sul solo gettito della Tia nel Comune di Venezia, pari a circa 54 milioni di euro. Ma questo per un solo anno e, considerando che il recupero dell’Iva può essere richiesto per l’ultimo decennio, ciò significa che dal 1999 ad oggi mestrini e veneziani hanno versato ingiustamente nelle casse dello Stato qualcosa come 50 milioni di euro, o giù di lì. «È una buona notizia per tutti i cittadini – commenta Ezio Da Villa, assessore provinciale all’Ambiente -. Come presidente dell’Ato, la possibilità di ridurre la tariffa ritiuti non può che essere accolta positivamente. Del resto la Corte di Cassazione non mette in discussione la tariffa rifiuti che ha introdotto, rispetto al passato, il pagamento dell’asporto e dello smaltimento delle immondizie in ragione della quantità dei rifiuti prodotti, ma solo la tassazione aggiuntiva che non grava né sui bilanci dei Comuni né su quello di aziende come Veritas». E proprio a Vesta-Veritas precisano di aver semplicemente applicato l’Iva prevista dalla legge ora contestata dalla Cassazione, e di attendere ora disposizioni per le prossime fatture visto che la prima rata della Tia, i cui bollettini sono stati recapitati nelle scorse settimane, contiene ancora la maggiorazione del 10 per cento.  «Una cosa deve essere chiara, sopra la Corte di Cassazione non c’è nulla ed ora questa vittoria dei cittadini non dovrà essere affossata dalla burocrazia – sottolinea Franco Conte, presidente veneto del Codacons, l’associazione dei consumatori che l’altra sera, a "Striscia la notizia", ha lanciato la sua campagna per il recupero dell’Iva sulla tariffa rifiuti -. Per questo, lunedì prossimo presenterò un odg in consiglio comunale per far sì che quello di Venezia sia un Comune "virtuoso". In pratica, chiederò che l’amministrazione assista legalmente i suoi cittadini che intendono ricorrere alle commissioni tributarie per la restituzione dell’Iva, mentre Veritas potrebbe fornire degli "estratti conto" delle fatture versate negli ultimi dieci anni (per chiedere la restituzione dell’Iva bisogna infatti avere copia delle vecchie fatture e ricevute di pagamento, ndr.). E, trovando un accordo con un istituto di credito, si potrebbero perfino anticipare le restituzioni dell’Iva attraverso uno sconto sulle prossime bollette che saranno emesse da Veritas».

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