15 Dicembre 2011

La tessera del tifoso? Illegittima  

La tessera del tifoso? Illegittima
 

PISA. La tessera del tifoso, nelle forme in cui è ora previsto il rilascio (legame "obbligatorio" con la carta di credito prepagata di una banca), è illegittima in quanto può rappresentare una pratica commerciale scorretta. Il Consiglio di Stato ha accolto l’ appello di Codacons e da Federsupporter contro una decisione del Tar del Lazio. Già nel luglio del 2010, Il Tirreno riportò l’ opinione dell’ avvocato Andrea Bottone, rappresentante del comitato dei tifosi che detiene l’ 1% delle quote del Pisa: «Lascia molti dubbi il collegamento fra la Tessera (e i dati personali ad essa sottostanti) e il circuito delle banche e delle carte di credito». Negli stessi giorni, Cristiano Militello su Striscia La Notizia realizzava un’ inchiesta sugli stessi argomenti, adombrando il dubbio (che ora viene condiviso dal massimo tribunale amministrativo d’ Italia) che la "fidelizzazione" del tifoso con la Tessera fosse un affare per le banche più che una necessità di ordine pubblico. Ma l’ Osservatorio del Viminale non si arrende: «La pronuncia del Consiglio di Stato non influisce sulla legittimità della tessera del tifoso, che continuerà ad essere necessaria per andare in trasferta». Infatti la sentenza «riguarda infatti soltanto l»abbinamento inscindibile tra la tessera del tifoso ed uno strumento di pagamento bancariò che nulla ha a che vedere con le finalità proprie della tessera del tifoso». Davanti al Consiglio di Stato, contestavano infatti il fatto che per ottenere la tessera e, di conseguenza, abbonamenti e biglietti, i tifosi fossero costretti ad acquisire una carta di credito ricaricabile, circostanza che rischia di condizionare le scelte economiche dei tifosi/consumatori. Il Consiglio di Stato, spiega il Codacons, accogliendo l’ appello, ha motivato sostenendo che «l’ abbinamento inscindibile (e quindi non declinabile dall’ utente) tra il rilascio della tessera di tifoso e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata potrebbe condizionare indebitamente la libertà di scelta del tifoso-utente e potrebbe pertanto assumere i tratti di una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del consumo». Ma cosa però non finisce qui. «Questa sentenza – dice Bottone – è soddisfacente ma ovviamente non può entrare nel merito dell’ altro, e più importante, punto dolente». Oggi i tifosi senza Tessera non possono andare in trasferta, anche se non hanno mai ricevuto denunce o Daspo, salvo che negli stadi dove è stato realizzato un ulteriore settorino che poi di fatto è un fantasma. E senza Tessera non possono nemmeno fare l’ abbonamento alle gare casalinghe della squadra del cuore. Afferma l’ avvocato: «Così come è formulata, la sua regolamentazione oggi lascia forti dubbi di legittimità, Possiamo infatti notare alcuni fattori di discriminazione difficili da condividere dal punto di vista legale». Ad esempio? «Chi non vuole sottoscrivere la Tessera del tifoso non può abbonarsi alle partite casalinghe. Può pagare il biglietto partita per partita? E’ qui la discriminazione, nei confronti dei meno abbienti. Perché gli abbonamenti, soprattutto nei settori popolari degli stadi, consentono di andare a vedere le partite incidendo poco sul bilancio familiare, perché sono molto scontati rispetto ai biglietti». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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