9 Maggio 2011

La tazzina è bollente

La tazzina è bollente Caffè a un euro, i baristi: «Colpa dei rincari della materia prima»

 ROMA – Caro caffè, quanto mi costi. Al bancone del bar lo scontrino per l’ espresso vola come mai prima d’ ora, con una stangata sui consumatori, denunciano le associazioni, pari a quasi tre miliardi di euro l’ anno: in quasi tutta Italia il costo della tazzina viaggia, infatti, attorno alla quota di un euro. Ormai a Roma tanto si paga per un caffè, contro gli 80 centesimi di media di un anno fa, mentre in alcuni bar di Milano la quota si è alza fino 1 euro e 50. La causa? E’ da ricercare nell’ impennata di costi a livello mondiale: nel febbraio 2010 per Wall Street il caffè era quotato 120 dollari, a giugno 180, a dicembre 200 e oggi 270 dollari. I commercianti si difendono. Secondo i dati di Fipe-Confcommercio, la dinamica dei prezzi del caffè è comunque virtuosa: dal 2000 al 2011 i costi hanno registrato un aumento del 25,3% mentre l’ aumento del prezzo al bar non è stato superiore all’ 1,5%. «Se paghi la miscela il 30% in più – spiega il presidente di Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani – si ripercuote sulla tazzina. Va tenuto conto anche dell’ aumento dei costi per i bar, come gli affitti che a Roma e Milano sono sempre più alti o l’ adeguamento del contratto di lavoro». E allora, per le tasche degli affezionati della tazzina, il caffè sarà più amaro: «Ogni giorno in Italia si consumano 80 milioni di caffè – denuncia Carlo Rienzi, presidente del Codacons – con un rincaro di 10 centesimi di euro arriviamo a un aumento di 8 milioni di euro al giorno. Pari a 2,9 miliardi di euro l’ anno». (ass)

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