27 Maggio 2007

La `tavola` unisce sinti e comitati

La `tavola` unisce sinti e comitati
A cena per discutere insieme alternative da fare al Comune LA QUESTIONE MICROAREE

Un sogno che forse diventerà realtà. A cena insieme, venerdì sera, la comunità Sinti di Modena e cittadini del Comitato Quattro Ville che si oppone alla microarea nella frazione. A cena insieme per dimostrare che, con un po` di buona volontà, modenesi e Sinti modenesi possono sedersi intorno ad un tavolo e, dopo cena, pensare insieme. E questa volta l`integrazione è davvero riuscita, forse, indirettamente, proprio grazie al comportamento tenuto dall`amministrazione che, sulla questione, sembra aver negato l`ascolto indistintamente agli uni ed agli altri. Così l`incontro che sarebbe dovuto avvenire – le richieste erano state molte – negli uffici comunali si è svolto al campo nomadi in un`atmosfera decisamente conviviale. “Il Comune vuole imporci le sue decisioni? Ci faremo sentire rimanendo uniti – spiegano i Sinti e il comitato – nessuno si sposterà dal campo per andare nella microarea di Lesignana“. La zona, dove il Comune vuole sistemare una delle microaree in cui smembrerà il campo attuale, non va bene proprio a nessuno: “E` lontana da tutto – dichiara Giuseppe De Barre della comunità Sinti – ci isola completamente dalla città“. “Quella campagna è piena di problemi a cui non va aggiunta una situazione tanto delicata – spiega Anna Ferrari del comitato Quattro Ville – il posto è insalubre e quell`area è destinata a polmone verde per mitigare gli effetti nocivi dell`alta velocità. E loro ci vogliono mettere sotto più di trenta persone?“. A conferma di questo, proprio nell`area in questione, il Comune di Modena avrebbe appena messo a dimora, seguendo i dettami della destinazione d`uso, numerose piante che dovrebbero, appunto, creare il polmone verde anti inquinamento. “Inoltre, lì vicino, ci sono sottopassi allagati, pieni d`acqua stagnante che sarebbero pericolosissimi per i bambini“ spiega ancora una cittadina della frazione. Che fare, dunque? “Chiederemo una mappa del territorio in cui siano visibili le aree di proprietà comunale libere – spiega Fabio Galli del Codacons che ha organizzato l`incontro di venerdì – e, tutti insieme, ci recheremo sul posto per verificare se siano adatte ad un insediamento. Poi avanzeremo le nostre proposte e chiederemo di poterne discutere con gli amministratori“. Un vero sogno di democrazia applicata: cittadini, nomadi e amministrazione tutti insieme a confrontarsi serenamente. Impossibile? Forse… Eppure, su una cena così, soltanto un mese fa, chi ci avrebbe scommesso?

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