27 Febbraio 2007

“La tassa va pagata da tutti, niente esenzioni“

Interessati 31 mila contribuenti del Dese-Sile. Confedilizia e Codacons difendono i cittadini
“La tassa va pagata da tutti, niente esenzioni“

Il Consiglio regionale ha abolito con la legge Finanziaria i contributi di piccolo importo (massimo 16.53 euro) ai Consorzi di Bonifica, ma l`Unione regionale degli enti disobbedirà all`esenzione. “I Consorzi emetteranno comunque gli avvisi di pagamento, in conformità ai piani di riparto e ai bilanci preventivi del 2007 già approvati“, recita la mozione dell` Unione Regionale Veneta delle Bonifiche. E` braccio di ferro, quindi, tra Regione e Consorzi. E a farne le spese sono ancora una volta i cittadini. I contribuenti veneziani si vedranno nei prossimi mesi arrivare a casa gli avvisi di pagamento, anche se per la Regione non devono più pagare l`odiosa e mai compresa gabella per le bonifiche. Interessati sono 31 mila dei 131.233 contribuenti del Consorzio Dese Sile, in particolare quanti vivono nell`area urbana di Mestre e vicino al Sile, dove gli indici di beneficio sono bassi. Il Consorzio di Mestre perderà con l`esenzione circa 343 mila euro. Al consorzio Bacchiglione-Brenta gli esentati sono invece 31 mila; al Sinistro Medio Brenta, che controlla l`area del Miranese, se ne contano circa 56 mila. I bollettini del Dese Sile arrivano di solito a maggio. Che fare? Pagare o no, si chiede la gente. L`assessore regionale alle Bonifiche Giancarlo Conta non ha dubbi: “Non ho condiviso quell`emendamento ma oggi non condivido la presa di posizione dei consorzi. La legge regionale va rispettata. Il luogo dove discutere è la quarta commissione che esamina il disegno di legge di riorganizzazione dei consorzi, che porterà maggiori competenze in materia ambientale ai consorzi che hanno lavorato finora molto bene. Due riunioni sono già previste il 1º e il 7 marzo“. Per la Regione, quindi, l`esonero è ufficiale e nulla si dovrà pagare ai Consorzi per i piccoli importi. Ma il rischio è che molti cittadini, intimoriti dall`avviso di pagamento, preferiscano pagare piuttosto di ritrovarsi alle prese con i contenziosi. I ricorsi, tra l`altro, sono auspicati dall`Unione delle bonifiche, che critica il provvedimento regionale giudicando incostituzionale perchè “introduce un elemento di forte disparità, contravvenendo al principio legislativo che afferma il dovere dei consorziati a contribuire alle spese in base al beneficio ottenuto“. Ma niente ricorsi alla Corte Costituzione (possibili solo per il governo). L`incostituzionalità della norma emergerà semmai “nell`ambito di provvedimenti amministrativi, davanti alle Commissioni tributarie o al Tribunale amministrativo regionale“. Tra le righe, si spera, quindi che siano proprio i cittadini a muoversi, ricorrendo contro il pagamento della gabella. Sullo sfondo di questa confusa vicenda, c`è la politica. I Consorzi difendono la loro storia e criticano il contributo compensativo straordinario di 6 milioni di euro, istituito dalla Regione. “Questo succede nel momento in cui si va a toccare l`auto-governo dei consorzi, così scade il potere consortile – spiega il presidente del Dese Sile, Paolo Dalla Vecchia – si parla tanto di odiose gabelle e poi si pretende che i consorzi tutelino il territorio con solo 6 milioni di euro? E` uno scaricabarile. Capisco che il cittadino non possa capire il sistema delle bonifiche, ma il legislatore deve conoscerlo. Invece nessuno pensa al lavoro che facciamo, ai migliaia di ettari di terreni sotto il livello del mare. Salvo poi lamentarsi quando ci sono le alluvioni“. Ma l`azione scatena polemiche. Per il presidente della Confedilizia del Veneto, Michele Vigne è “incomprensibile e illegittimo il minacciato comportamento dei consorzi. La levata di scudi contro l`equilibrata e per molti aspetti ancora incompiuta azione della Regione (non scordiamoci che, secondo la legge finanziaria regionale 2006, la copertura regionale era prevista per i contributi fino a 20 euro) deriva all`evidenza da una pervicace volontà tassatoria scarsamente encomiabile“. La Confedilizia invita la Regione quindi a richiamare all`ordine i consorzi affinchè rispettino l`esenzione “senza se, senza ma, senza distinguo, senza pretesti“. E Franco Conte, presidente dell`associazione dei consumatori Codacons, minaccia battaglia: “Se una norma è incostituzionale lo decide per fortuna la Corte, non le lobbyes – spiega – Scatterà una nostra diffida nel caso che i consorzi chiedano ai cittadini di pagare somme non dovute, con richieste di danni anche per la confusione e il disagio arrecato“.

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