9 Giugno 2010

“La tassa di soggiorno sarà l’ estrema ratio”

 Parla di «estrema ratio», di «decisione presa alle mie spalle», di «non lasciare nulla di intentato» per toglierla. A Gianni Alemanno, ieri mattina, saranno fischiate le orecchie. Perché mentre il sindaco partiva per Milano, Silvio Berlusconi – da Roma- ha letteralmente impallinato la tassa di soggiorno, misura straordinaria inserita nella finanziaria, voluta dallo stesso Alemanno e criticata dagli operatori del turismo, dall’ opposizione e anche da settori del centrodestra. Berlusconi, però, intervenendo all’ assemblea di Federalberghi, va giù con la mannaia: «La tassa di soggiorno- spiega il premier- è una misura che è stata adottata alle spalle mie e di quelle del ministro del Turismo». Cioè Michela Brambilla, che si era già espressa in termini molto negativi nei confronti del provvedimento. Che succederà adesso? «Ho parlato stamattina – ha continuato Berlusconi – con Alemanno, prima di venire qua. Il sindaco mi ha assicurato, anche oggi, che la tassa di soggiorno sarà l’ estrema ratio, che l’ entità è tutta da vedere e che non lascerà nulla di intentato. Quindi dovete andare al tavolo per studiare la situazione». Si aprono le trattative, dunque: «La decisione su questa misura sarà presa solo dopo un approfondito, approfondito, approfondito (lo ripete tre volte, ndr) dialogo con voi». Da imprenditore, quel provvedimento a Berlusconi proprio non va giù: «La tassa è venuta fuori solo all’ ultimo momento. Dovevamo dare al Comune 500 milioni, ma poi ne abbiamo potuti dare solo 300. Alemanno era disperato… Quella tassa non deve essere copiata da nessun altro». L’ unico zuccherino per il sindaco, Berlusconi lo concede riprendendo il leit-motiv del centrodestra: «La tassa di soggiorno – insiste il premier – è dovuta agli ingentissimi debiti fatti da Veltroni e Rutelli. Quel terribile deficit è un triste primato della città di Roma». Marco Causi (Pd) ha replicato: «Basta con le strumentalizzazioni. Noi abbiamo investito sul futuro della città». Ma anche Renata Polverini, dal centrodestra, è molto critica: «Bisogna fare attenzione a non penalizzare la ripresa e che ogni decisione sia presa in accordo con gli operatori del settore, valutando costi e benefici». La Polverini, ieri, era seduta vicino al vicesindaco Mauro Cutrufo: «Mi ha assicurato- ha detto la governatrice- che ci sarà un tavolo di confronto per evitare di penalizzare gli operatori del settore. Bisogna fare in modo che il turismo sia la prima vera grande industria della nostra regione». Misure A destra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi A sinistra la presidente della Regione Renata Polverini con il vicesindaco Mauro Cutrufo Contro il provvedimento, ha tuonato Francesco Rutelli: «La tassa – ha detto il leader di Api – è una stupidaggine e va eliminata dalla manovra Tremonti. E’ sbagliato imporla in un momento di crisi, assurdo proporla in un solo Comune. Ed è ridicolo, poi, legarla alle condizioni del bilancio del Campidoglio: la Capitale è in grave crisi anche a causa dei tagli del governo, del pesante disastro amministrativo e del deficit di gestione della giunta Alemanno». La conclusione di Rutelli è netta: «Proporrò al Senato l’ abolizione della tassa di soggiorno». Sulla stessa falsariga il Codacons («il governo ci ripensi»), l’ Idv, il Pd. Ma che farà il Comune? «Andiamo avanti per la nostra strada», filtra dal Campidoglio. Con buona pace, anche, di Berlusconi.
 

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