8 Aprile 2011

La tassa di scopo approda a Caserta

 La tassa di scopo approda a Caserta e con essa giungono aumenti per oneri di urbanizzazione e accisa comunale sull’energia elettrica. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno per i residenti insomma, se non una stangata. Dai comuni cittadini al settore edilizio, i rincari non sembrano infatti risparmiare nessuno. «Si tratta di misure adottate per far fronte ai tagli di finanziamenti agli enti pubblici da parte del Governo» afferma Gioacchino Petrella, dirigente del settore Finanze del Comune che dunque si difende. Discorso più complesso invece, quello inerente gli oneri di urbanizzazione. A sollecitare infatti palazzo Castropignano per «l’adeguamento» delle tariffe, è stata la Corte dei Conti. «In realtà questa operazione doveva avvenire secondo i termini di legge un anno fa, siamo dovuti correre subito ai ripari» prosegue Petrella. E così i costi di costruzione maturano, per così dire, da 173 euro al metro quadro a 193, subendo un incremento dell’11%. Stessa sorte per gli oneri di urbanizzazione inerenti qualsiasi tipo di intervento edilizio sul territorio, lievitati anch’essi, conseguentemente agli aggiornamenti secondo alcuni indici Istat. Osservando la tabella è facile notare come gli oneri siano lievitati di circa un euro al metro cubo per qualsiasi tipo di opera. In soldoni: «Un immobile del costo finale di 200mila euro, costerà d’ora in poi 210mila e così via» spiega un costruttore. Un incremento medio dunque del 5% per coloro che vorranno acquisire casa. Non proprio una «tegola» sul mercato del mattone, secondo l’ingegnere Messore, ex consulente dell’Associazione nazionale costruttori edili, ma poco ci manca: «Il problema vero è nel rilascio delle concessioni edilizie, con tempi burocratici che a volte si aggirano intorno ai cinque anni. Qualsiasi costruttore preferirebbe pagare gli aumenti ma ottenere subito il rilascio della concessione». Proprio lo scorrere del tempo, farebbe infatti in modo che l’incremento del cinque per cento, possa divenire ben maggiore per il costruttore (e per l’acquirente ovviamente). Aumenti questi, che vanno poi ad inserirsi in un quadro di congiunture alquanto negative per il mercato del mattone, rendendo così sempre più difficile la costruzione sul suolo casertano. Pur trattandosi di un atto dovuto, ad ogni modo, c’è poco entusiasmo tra i costruttori. Ma se poco ve n’è tra di loro, ancor meno ve n’è tra i cittadini. Per chi infatti è già in possesso di una casa, arrivano comunque rincari da ogni dove, e non è tutto. «Per adeguarci alle norme sul federalismo fiscale dovremmo rivedere i costi di ogni servizio che dovranno essere equiparati a quelli medi del resto delle città italiane» prosegue Petrella. In pratica a Caserta, un qualsiasi servizio che abbia un costo inferiore a quello medio delle altre città, dovrà subire a forza di cose un aumento, anche se non è detto che possa avvenire il contrario. In attesa dunque della rimodulazione dei costi di ogni servizio, il Comune, per far fronte ai tagli del Governo, si deve accontentare di introdurre una nuova tassa e aumentarne invece un’altra. Esordio assoluto così per la oramai celeberrima tassa di scopo. Si tratta sostanzialmente di un aumento dell’Ici del 5 per mille. La nuova imposta per i casertani dovrà servire al finanziamento di opere di restauro e di riqualificazione di scuole e aree verdi. La singolarità sta nel fatto che a pagarla dovranno essere i residenti delle aree interessate, tenendo conto però che l’Ici va versata soltanto sulle seconde case. Un grosso limite questo per il Comune appannaggio però dei cittadini. «A conti fatti in cinque anni riusciremo a incassare una somma di circa 300mila euro» spiega Petrella. Insomma pochi spiccioli, che però serviranno a rimpinguare le casse comunali, attualmente in rosso. A fare il grosso ci penserà l’aumento del 200% dell’accisa sull’energia elettrica, che in pratica sarà triplicata. Un rincaro che per le tasche dei cittadini si traduce in un esborso di circa dieci euro in più all’anno sulla bolletta inerente l’energia elettrica. Secondo Gallicola dell’associazione Codacons: «Si tratta dell’ennesima stangata per gli utenti ormai ridotti quasi sul lastrico». Morale della favola: per il Comune le casse sono vuote ma per i cittadini la misura è colma. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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