26 Settembre 2010

“La tassa? Cadiamo dalle nuvole”

Disobbedienza civile Carlo Rienzi (Codacons): «Non paghiamo, anzi denunciamo l’ azienda alla Corte dei Conti» C’ è chi cade letteralmente dalle nuvole? «La TaRi? E’ vero, la bolletta non ci è mai arrivata…». Chi respinge le accuse al mittente con forza: «Come sarebbe che non risultiamo iscritti? Solo a luglio abbiamo sborsato più di mille euro…». Ma c’ è anche chi, come Carlo Rienzi, presidente del Codacons, spara subito un comunicato alle agenzie: «Denunciamo l’ Ama alla Corte dei Conti». Era stato contattato nel pomeriggio dal Corriere, il presidente del Codacons. E all’ inizio si era limitato a dire: «La TaRi? Spero che non la paghiamo, per noi è illegittima». Poi, nell’ ansia di doversi difendere urbi et orbi, Rienzi detta una nota alle agenzie che suona però come un’ autoaccusa: «Da anni- dice Rienzi- chiedevamo di emettere le bollette ma prive dell’ illegale Iva. Strano che Ama si accorga di questo adesso». Resta il fatto: il Codacons, bandiera del consumatore oppresso dallo Stato, paga o no? Pare di no, a sentire il suo avvocato/presidente che invita alla disobbedienza civile: «Non paghiamo luce, gas, acqua, lavori di condominio se per noi sono ingiusti. E’ un’ autodifesa militante». Sembra di essere calati direttamente negli anni ‘ 70, e invece è un viaggio nel mondo della TaRi, dove tutto è possibile: pagare, non pagare, pagare in ritardo, ignorare le procedure. Tanto non c’ è nessuno che «stacca» il servizio, come per gas, luce, telefono. Ora, che il cittadino non sappia alcune cose, ci può anche stare. Che, però, un’ associazione di difesa dei consumatori non conosca le regole, fa più effetto. All’ Adoc, dove il presidente è Carlo Pileri, restano di stucco: «La dichiarazione? Veramente non l’ abbiamo mai fatta… Lunedì corriamo a metterci in regola», dice Marco Zeppieri, uno dei collaboratori del tesoriere dell’ associazione. Ma, scusi la domanda: non vi siete mai posti il dubbio del perché non vi arrivava la Ta.Ri? «Mah, pensavamo che ci pensasse il proprietario dell’ immobile. Adesso provvederemo». Da Legambiente Lazio, sede di via Salaria, sorridono: «Cos’ è, uno scherzo?», dice il presidente, Lorenzo Parlati. Perché uno scherzo? «Abbiamo appena pagato più di mille euro, per il primo semestre». E come mai risultate fra i non iscritti? «Non lo so ma siamo arrabbiati: le associazioni dovrebbero godere di una tariffa agevolata, e invece noi paghiamo come utenza domestica non residente…». La lettera di Ama, qualcuno, l’ ha già ricevuta: «Ci è arrivata quattro giorni fa – spiegano da Codici, il cui segretario nazionale è Ivano Giacomelli- ma la dichiarazione l’ avevamo mandata già qualche anno fa. Siamo disposti a pagare gli arretrati, ma non le penali». Ignaro di tutto è Giuseppe Scaramuzza, segretario regionale di Cittadinanzattiva: «Paghiamo tutte le utenze, ma la TaRi, sinceramente, non mi è mai passata per la testa. Sistemeremo tutto al più presto». Chiude Riccardo Libbi, Unione nazionale consumatori: «Che ci siano associazioni che non pagano è una sciocchezza, rispetto alle bollette mandate già scadute dall’ Ama. Ci siamo trasferiti da poco, non ci hanno dato nemmeno il tempo di sistemarci».

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