28 Marzo 2006

La Task Force perde tempo e dà vantaggi alle banche




ROMA – La Task Force Argentina decidendo il ricorso all`arbitrato internazionale punta solo a perdere tempo in attesa della fine di dicembre, quando scadranno i termini di prescrizione e, quindi, i risparmiatori che ancora hanno in mano i tango-bond non potranno più fare causa alle banche. A muovere l`accusa, nel giorno in cui prende il via la raccolta dei mandati per il ricorso all`Icsid (durerà un mese), sono le associazioni dei consumatori, che invitano i risparmiatori a “citare le banche“, invece che a favorirle come vuole fare la Tfa. Aderendo al ricorso all`organismo internazionale di mediazione fra imprese e stati, infatti, “le banche italiane uscirebbero indenni definitivamente dalla tempesta Argentina, non pagando nessun prezzo nè economico nè reputazionale“, sottolineano Federconsumatori, Adiconsum, Adusbef, Adoc, Codacons Mdc, Unc, Confconsumatori e Assoutenti, ricordando che per evitare la prescrizione gli investitori possono recarsi presso le sedi delle associazioni per ritirare la lettera-tipo interruttiva della prescrizione sia nei confronti della banca che ha negoziato il rispettivo titolo, sia nei confronti dell`Argentina e a spedirla ai rispettivi destinatari con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Le banche – secondo i consumatori – sono “colpevoli di aver venduto bond argentini in contropartita diretta: questo vuol dire che li avevano sul groppone e li hanno scaricati sui consumatori. La colpevolezza degli istituti di credito è stata già riconosciuta da diversi Tribunali, che hanno sancito la vittoria di alcune decine di cause intentate dai risparmiatori contro gli istituti di credito“. Il default dell`Argentina, infatti, “si sapeva già dal 1999 e quindi se i bond sono stati acquistati a partire da quella data, in Tribunale ci sono buone possibilità di vincere“, aggiungono le associazioni, ribadendo il loro invito a non aderire all`Icsid, la cui decisione è inappellabile ed esecutiva ma non arriverà prima di un anno. Le associazioni temono che “in caso di arbitrato negativo dell`Icsid, se il risparmiatore volesse ancora agire legalmente contro la banca che gli ha venduto i titoli, la banca stessa – concludono – potrebbe eccepire il giudizio negativo dell`Icsid con un indubbio vantaggio processuale e, soprattutto, con la possibilità che il giudice dichiari cessato l`interesse ad agire, magari anche con condanna alle spese legali in favore della benemerita banca e a carico del risparmiatore“.

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