13 Marzo 2008

LA TANGENZIALE RICORRE AL TAR PER IL TICKET PIù SALATO, INCREMENTI ANCHE PER L’A3. L’IRA DEI CONSUMATORI

Non è ancora arrivata e già fa sentire il suo peso nelle tasche dei consumatori. Finirà così che anche terminata la Quaresima, saranno molte le famiglie che a Pasqua continueranno a tirare la cinghia. I primi segnali dei rincari di primavera ci sono stati già da qualche settimana. Se ne è accorto chi fa la spesa. Girando tra negozi e mercatini alimentari infatti i prezzi appaiono maggiorati e di molto rispetto a qualche giorno fa. Ed è il classico effetto-petrolio: ogni rincaro del greggio (come quello di questi giorni) si traduce in un aumento automatico delle tariffe e quindi dei prezzi. Ed è di queste ore la notizia del possibile aumento, quello del pedaggio della tangenziale: dagli attuali 70 centesimi si potrebbe passare a breve a 75 centesimi. Tutto questo se verrà accolto il ricorso che la Tangenziale, così come le Autostrade meridionali e un’altra decina di concessionarie autostradali, hanno presentato al Tar del Lazio contro gli adeguamenti tariffari per il 2008. In caso di accoglimento del ricorso scatterà un aumento anche sulla Napoli-Salerno (ora si paga 1,50 euro) ma solo per i camion. E sempre in tema di aumenti ci aspetta una primavera calda non solo per tariffe, benzina e bollette, ma anche sul fronte della spesa.  "I nostri associati hanno riscontrato aumenti inaspettati, soprattutto per pasta e olio – spiega Giuseppe Ursini, responsabile del Codacons – Per l’olio di semi ad esempio il rincaro è stato del 15%, mentre mezzo chilo di pasta oggi si paga dai 70 agli 80 centesimi al pacco, con un aumento del 20-25%. E non va certo meglio per il pane che negli ultimi mesi ha superato la soglia dei due euro". Ma dalle prime stime delle associazioni dei consumatori, anche il pranzo pasquale costerà fino al 20% in più rispetto allo scorso anno. Carne, latticini, insaccati, verdure, colombe e uova di cioccolato sono rincarati, portando un aumento di 175 euro a famiglia solo per il pranzo di Pasqua.  Federconsumatori e Codacons da giorni stanno monitorando i listini. E i risultati non sono molto incoraggianti. Abbastanza contenuti gli aumenti dei prezzi della carne, mentre cresce il costo di coniglio e tacchino (rispettivamente del 10,6% e del 12,9%). Ma a far lievitare la spesa di Pasqua sono secondo la Federconsumatori soprattutto le colombe mentre aumente ma non molto il costo delle uova di cioccolato. E se le quotazioni del grano non sono un alibi per gli aumenti consistenti del prezzo del pane al consumo, non lo sono neanche per un prodotto tipico pasquale che si fa proprio con il grano: la pastiera. Ma tornando al pane la Federconsumatori ha segnalato un preoccupante fenomeno. "Registriamo un pesante calo del consumo di un bene di prima necessità come il pane – dice Benedetto Di Meglio, presidente regionale della Federconsumatori – secondo le nostre stime, i consumi sono diminuiti del 10%. È necessario, innanzitutto, il rispetto delle regole di mercato ma soprattutto, bisogna operare abbassando i costi, per permettere il rialzo dei consumi".

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox