17 Settembre 2016

LA SVOLTA

LA SVOLTA

stica deve utilizzare edifici che non rispettano tutti gli standards di sicurezza e le imprese edili perdono preziose occasioni di lavoro. Se si aggiunge che per la trance di lavori relativa al 2015 è prevista la chiusura a fine 2017, pena la perdita del finanziamento, non c’ è da stare allegri. Alla Puglia, per il 2015 e il 2016, sono stati stanziati – con il programma #MutuiBEI – 62 milioni e 345mila euro, mentre per le indagini diagnostiche sui solai alla provincia di Lecce è stato riconosciuto un finanziamento di 641.940 euro. I mutui Bei sono regolati dal decreto interministeriale numero 640 del primo settembre 2015 siglato dal ministro dell’ Istruzione, dell’ Università e della Ricerca, Stefania Giannini, dal ministro dell’ Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, e dal ministro delle Insfrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio. Nel decreto sono state fissate anche le tappe per il bando, l’ aggiudicazione e la fine dei lavori. L’ aggiudicazione dell’ appalto doveva essere fatta entro il 29 febbraio del 2016, entro il 30 aprile 2016 – invece – è previsto l’ affidamento relativamente alle gare indette sino al 29 febbraio 2016. Per gli appalti superiori ai 209mila euro il termine massimo per l’ affidamento dei lavori è fissato al 15 ottobre 2016, purché la gara sia stata indetta entro il 29 febbraio 2016. Questo il quadro. Nel dettaglio. Le scuole finanziate per il 2015 sono state 33 e gli enti benificiari sono i comuni (tutti della provincia) e la Provincia per due scuole superiori: il Fermi e l’ Istituto Tecnico Commerciale “Salve mini”. L’ importo complessivo del finanziamento è di 21.194.473,10. Per il piano annuale 2016, invece, c’ è il via libera del Miur per 14 scuole e un importo complessivo di 10.903.500 euro. E se per il 2015 solo 4 scuole – secondo i dati in possesso dell’ assessorato regionale all’ Istruzione hanno mosso i “primi passi” con i cantieri, per il 2016 è tutto fermo. Gabellone ha annunciato che l’ ente è riuscito a mettere insieme un pacchetto di interventi su 20 scuole che sono in dirittura d’ arrivo con la firma dei contratti d’ appalto. «Settimana prossima presenteremo il piano di interventi», questo il sigillo del presidente. • Una norma sulle misure per la sicurezza e prevenzione incendi nelle scuole potrebbe risolvere anche i problemi dei prof che sono stati trasferiti a nord e dei precari. Apparentemente non sono questioni contigue, ma in realtà il decreto ministeriale fra ministero dell’ Interno e Miur ha ribadito fra gli altri – lo spazio minimo, per ciascun alunno, all’ interno delle classi. Da qui l’ effetto a catena: non potranno più esserci le tanto contestate “classi pollaio” e, abbassando il numero di alunni e studenti nelle singole classi, ne serviranno di nuove e – contestualmente – serviranno più docenti. Lo rende noto la rivista online “Educazione & scuola” con uno studio di Mimmo Didon na, responsabile sicurezza nelle scuole di Codacons, e non si tratta di una previsione lontana nel tempo. In pratica le scuole pubbliche e private saranno obbligate «a rispettare gli indici minimi di funzionalità didattica e le norme di esercizio, tra le quali, quelle relative allo spazio che deve essere compreso tra 1,80 e 1,96 metri quadrati netti, ad alunno o studente» e, in ogni caso anche le aule più spaziose non possono ospitare più di 26 persone. E questa è una “promessa -premessa” che Renzi ha legato alla legge 107 che ha riformato la scuola. La composizione delle classi. Per la scuola dell’ infanzia, le classi possono avere – in base alla dimensione e rispettando il parametro dello spazio minimo per alunno – un minimo di 18 e un massimo di 26 piccoli alunni. Nella primaria si va da un minimo di 15 a un massimo di 26 alunni. Nelle scuole medie si oscilla da un minimo di 18 a un massimo di 27. Per le superiori il numero minimo è di 27 alunni, sempre rispettando lo spazio che ogni ragazzo deve avere. Per tutte le.
 

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