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22 Giugno 2010

La svolta nucleare

Oggi alla Consulta ricorso di 11 Regioni Cota si dissocia L’ annunciato ritorno al nucleare in Italia passerà al primo vaglio della Corte Costituzionale oggi, quando 11 regioni che hanno impugnato la legge delega del 2009 spiegheranno i motivi secondo cui, a loro dire, quel provvedimento è da ritenersi illegittimo. Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Piemonte, Lazio, Calabria, Marche, Emilia Romagna e Molise hanno depositato da tempo i ricorsi che a Palazzo della Consulta saranno discussi in udienza pubblica (giudice relatore il vicepresidente Ugo De Siervo), quando prenderanno la parola i legali delle regioni, l’ avvocato generale dello Stato per conto della presidenza del consiglio, e – se saranno ammessi – anche l’ Enel e il Codacons. Il neopresidente del Piemonte, il leghista Roberto Cota, ha già annunciato che non porterà avanti il ricorso sul nucleare avviato dalla precedente giunta di centrosinistra guidata da Mercedes Bresso. Annuncio, questo, di cui si attende la formalizzazione domani mattina. Il governo, attraverso l’ avvocatura generale dello Stato, ha chiesto uno slittamento dell’ udienza sostenendo che le cause dovrebbero essere trattate assieme ai ricorsi con cui alcune regioni (Emilia, Toscana e Puglia) hanno impugnato anche il decreto delegato dello scorso febbraio, attuativo della delega del 2009. Ma la Corte non avrebbe al momento accolto l’ istanza. Numerosi i profili di illegittimità della legge delega lamentati dalle Regioni. Al governo si contesta soprattutto l’ assenza di intesa e raccordo con ciascuna delle Regioni interessate dalla scelta dei siti delle centrali; i criteri e le modalità di esercizio del potere sostituivo dell’ esecutivo centrale in caso di mancato accordo.
 

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