30 Gennaio 2018

La svolta nell’ inchiesta e il film del disastro in 3D «Più sicurezza sui binari»

 

Due operatori sono seduti con le gambe incrociate sul piccolo carrello.Tengono sospesi i supporti di due telecamere puntate sui binari. Alle loro spalle altri uomini spingono il pianale di metallo su cui poggia un treppiede e un’ altra telecamera. Se non fosse per le pettorine blu con la scritta «polizia scientifica» e per il fatto che ci troviamo sulla scena di una tragedia, l’ operazione potrebbe ricordare le riprese di un film. Ma non è così, anche se in qualche modo l’ intento degli investigatori è il medesimo: filmare, riprendere, ricostruire il percorso del treno Cremona-Lambrate. Una sorta di «fiction» della tragedia che sarà poi rielaborata in tre dimensioni per unire alle immagini anche il movimento dei vagoni. I sobbalzi del treno quando il carrello della terza carrozza perde l’ appoggio sui binari, la corsa per quasi tre chilometri sulle traversine, l’ impatto con i piloni della rete di alimentazione, lo schianto finale con il terzo e il quarto vagone che si accartocciano stritolando i passeggeri. La svolta nell’ inchiesta sull’ incidente di Pioltello arriva a cinque giorni dal disastro che ha provocato tre vittime e quasi cento feriti. È una svolta annunciata, e quasi scontata, ma è il primo passo giudiziario per dare finalmente il via a tutti gli esami «irripetibili» sulla scena dell’ incidente e alle autopsie sui corpi delle vittime. Gli indagati sono quattro. Si tratta dei vertici «burocratici» di Trenord e Rfi. I pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, coordinati dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, hanno iscritto nel registro degli indagati Maurizio Gentile, ad di Rete ferroviaria italiana, Umberto Lebruto, direttore di produzione Rfi, Cinzia Farisé e Alberto Minoia, rispettivamente amministratore delegato e direttore operativo di Trenord. Le ipotesi sono disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. La loro iscrizione è soprattutto «tecnica», come hanno spiegato gli stessi magistrati, proprio per consentire la nomina di consulenti di parte che possano partecipare alle perizie e agli esami autoptici. Ieri è stato il giorno degli ultimi rilievi sui binari. Dopo le misurazioni tecniche e le campionature effettuate dagli esperti della Scientifica e dagli investigatori del Nucleo operativo incidenti ferroviari della Polfer, da oggi l’ attenzione degli inquirenti si concentrerà sopratutto sui convogli ancora sotto sequestro. L’ obiettivo da un lato è liberare completamente la linea ancora aperta solo a mezzo servizio, e dall’ altro mettere ii vagoni a disposizione dei periti e dei consulenti. Ieri i comitati dei pendolari lombardi hanno scritto al Presidente Sergio Mattarella: «Chiediamo un gesto di vicinanza concreta come segno inequivocabile che lo Stato è con noi, che non dimentica, che persegue in ogni modo la verità sull’ accaduto e che, soprattutto, farà di tutto affinché non si ripeta». I viaggiatori hanno chiesto al capo dello Stato di recarsi personalmente a Pioltello, proprio in segno di vicinanza alle vittime della strage ma anche a tutti i pendolari che ogni giorno percorrono ferrovie non sempre all’ altezza. «Non sempre – scrivono i comitati – le nostre osservazioni e le nostre critiche sono state correttamente valutate da parte di istituzioni locali e aziende coinvolte. Per questo le chiediamo un suo diretto e forte intervento nei luoghi della tragedia». Sempre sul fronte dei viaggiatori arrivano le due class action contro le ferrovie lanciate dalle associazioni Codice e Codacons: «Un’ azione collettiva per ottenere il risarcimento dei danni legati ai gravissimi rischi corsi sul fronte dell’ incolumità e della sicurezza».
di cesare giuzzi

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