13 Giugno 2021

La super perizia sulla funivia

VERBANIA  – L’incidente  incidente  probatorio  sulla  funivia  precipitata  si  farà:  le  parti  sono  convocate  l’8  luglio  Verbania.  Il  gip  Elena  Ceriotti  ieri  ha  depositato  l’ordinanza  ordinanza  con  la  quale  ha  accolto  la  richiesta  dell’avvocato  avvocato  Marcello  Perillo,  difensore  del  caposervizio  della  funivia  Stresa-Mottarone  Gabriele  Tadini,  l’unico  unico  degli  indagati  agli  arresti  domiciliari.  Alla  richiesta,  datata  giugno,  si  era  associato  l’avvocato  avvocato  Pasquale  Pantano,  difensore  del  gestore  dell’impianto  impianto  Luigi  Nerini,  mentre  la  Procura  si  era  opposta.  L’incidente  incidente  probatorio  altro  non  è  che  una  perizia  che  assume  il  valore  di  prova  già  durante  la  fase  delle  indagini  preliminari  che  viene  quindi  “cristallizzata”  in  vista  del  successivo  processo.  Nella  richiesta,  l’avvocato  avvocato  specifica  che  la  perizia  dovrà  far  luce  sulle  cause  della  rottura  della  fune  trainante,  del  blocco  dei  freni  di  emergenza  l’analisi  analisi  di  tutti  rottami  presenti  al  Mottarone.  Il  giudice  ha  nominato  come  perito  il  professor  Antonio  De  Luca  dell’Università  Università  Federico  II  di  Napoli,  riservandosi  altre  nomine  nell’arco  arco  di  una  settimana,  ha  convocato  le  parti  per  il  conferimento  dell’incarico  incarico.  Oltre  ai  tre  indagati  – Tadini,  Nerini  il  direttore  di  esercizio  Enrico  Perocchio  – potranno  partecipare  con  propri  legali  anche  famigliari  delle  quattordici  vittime  del  piccolo  Eitan,  unico  sopravvissuto,  oltre  al  Codacons.  Da  qualche  anno  Verbania  dopo  un  lungo  periodo  Varese,  il  gip  Ceriotti  è  subentrata  in  corsa  – in  quanto  ritenuta  dal  presidente  del  Tribunale  Luigi  Montefusco  «titolare  di  ruolo  per  tabella»  – alla  collega  Donatella  Banci  Buonamici,  che  aveva  invece  deciso,  da  “supplente”  (in  quanto  Ceriotti  era stata  esonerata  fino  al  31  maggio  dalle  funzioni  di  gip),  sulla  convalida  dei  fermi,  scarcerando  due  dei  tre  indagati.  Ceriotti  ha  rigettato  le  deduzioni  presentate  dal  procuratore  capo  Olimpia  Bossi  che  si  era  opposta  alla  richiesta  di  incidente  probatorio,  giudicandola  «intempestiva  prematura»  chiedendo  un  differimento  di  almeno  due  mesi  per  poter  proseguire  con  le  attività  del  consulente  tecnico  del  pm  individuare  altri  potenziali  indagati  che  avrebbero  diritto  di  partecipare  alla  perizia.  Ceriotti  osserva,  invece,  che  la  richiesta  è  ammissibile  che  il  gip  non  ha  margini  di  discrezionalità  nella  decisione.  Rileva  inoltre  che  «non  possono  indurre  alla  reiezione  della  richiesta,  come  vorrebbe  il  pm  nelle  sue  deduzioni,  ragioni  di  opportunità  rappresentate  dalla  mancata  individuazione,  allo  stato,  di  tutti  soggetti,  oltre  ai  tre  odierni  indagati,  nei  confronti  dei  quali  le  indagini  in  corso  potranno  fare  emergere  eventuali  profili  di  responsabilità».  Soggetti  che,  «una  volta  identificati,  avrebbero  titolo  per  partecipare  all’esecuzione  esecuzione  delle  operazioni  peritali  agli  accertamenti  tecnici  del  pm».  In  buona  sostanza,  se  anche  dalle  indagini,  soprattutto  dai  complessi  accertamenti  sui  vari  profili  in  materia  di  gestione,  manutenzione  sicurezza  dell’impianto  impianto,  dovessero  emergere  altre  persone  potenzialmente  responsabili,  ciò  non  impedirebbe  loro  di  partecipare  alla  perizia  con  un  proprio  esperto.  Domani,  invece,  le  parti  saranno  in  Procura  per  il  conferimento  dell’incarico  incarico  al  perito  per  gli  accertamenti  irripetibili  su  cellulari,  pc  supporti  informatici  sequestrati.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox