La strada killer in Procura
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fonte:
- L`Unione Sarda
Centinaia di croci: scatta l`inchiesta sulla 131
Cinquemila incidenti in un anno, uno ogni 2, 81 chilometri: record italiano. Che la statale 131 sia una strada pericolosissima non è una novità, l`apertura di un`inchiesta penale sì: attentato – colposo – alla sicurezza dei trasporti. L`iniziativa della magistratura cagliaritana è legata a un corposo esposto del Codacons presentato a tutte le procure competenti sui vari tratti della Carlo Felice. Poco più di una decina di cartelle per invitare la magistratura a intervenire sulla dorsale regionale che collega il capoluogo con il nord della Sardegna e che invece da moltissimi anni è un immenso cantiere di cui non si vede la fine e che proprio per questo, lungi dal risolvere i problemi, non fa che accentuarli. Nel giugno dello scorso anno il sindacato dei consumatori ha scritto ai pubblici ministeri di Cagliari, Oristano e Sassari. La premessa è un dato nazionale: la media annuale di incidenti stradali è pari a 230mila. In questo contesto il sistema stradale sardo è decisamente inadeguato alla mole del traffico. Ecco perché ogni anno in media si registrano 5.000 incidenti, 150 dei quali sono mortali, per un totale di 189 morti e 6.400 feriti. Da un esame incrociato che tiene conto dello sviluppo chilometrico stradale (nell`Isola complessivamente ci sono 12.500 chilometri di asfalto) e il numero di sinistri, è venuto fuori che la Sardegna ha la percentuale di incidenti più alta d`Italia, uno ogni 2,81 chilometri. Un dato sconcertante, secondo il Codacons, che segnala a questo proposito la mancanza di mezzi di trasporto alternativi, come i treni. L`esposto si sofferma sull`arretratezza del sistema di trasporto sardo e plaude invece all`approvazione della legge sulla continuità territoriale. Ma ancora non basta e il Codacons parla di disattenzione istituzionale al trasporto viario perché, nonostante i gravi disagi segnalati dagli automobilisti, il problema non è stato ancora risolto. Serve un accertamento deciso e rapido per agevolare la concessione di finanziamenti per il sistema viario sardo, sostengono i consumatori, però i lavori non possono durare altri 15 anni, così come un assessore della precedente giunta regionale aveva dichiarato pubblicamente. Uno dei punti centrali dell`inchiesta è rappresentato dall`enorme lavoro di ammodernamento della Carlo felice pensato per un percorso rapido e diritto capace di diminuire traffico e incidenti che invece ha, se possibile, peggiorato la situazione. Quando non vengono bloccati, i lavori procedono con incredibile lentezza e, proprio in conseguenza della durata anomala e inspiegabile, contribuiscono ad aumentare i sinistri. Complici la conformazione della strada e gli improvvisi restringimenti delle carreggiate causati dai lavori. Non a caso la magistratura indaga anche sul fatto che non si sia provveduto alla messa in sicurezza della 131. Un altro capitolo riguarda la previsione di durata dei lavori che potrebbero essere portati a termine nel giro di tre, massimo quattro anni. L`indagine dovrà chiarire se ci sia stata una condotta delittuosa degli organi preposti, dell`ente che ha aggiudicato gli appalti, degli organi amministrativi locali. L`esposto contiene fra l`altro una relazione dell`Eurispes dal titolo “Lamiere contorte“ che evidenzia la necessità urgente di mettere a norma 176 chilometri della 131. E anche qui il numero è impressionante se si tiene conto che la Carlo Felice è lunga 230 chilometri circa. Se il dato riportato dell`Eurispes fosse vero, significherebbe che quasi tutta la 131 necessita di interventi urgenti per la messa in sicurezza. I numeri sui quali sta lavorando la magistratura sono relativi al 2002 ma, poiché l`esposto del Codacons è di pochi mesi fa, è probabile che le statistiche nel frattempo non siano cambiate e che i record della 131 siano tutti confermati. Il sostituto Mario Marchetti ha aperto un fascicolo per l`ipotesi colposa del reato previsto dall`articolo 432 del codice penale, attentato alla sicurezza dei trasporti. Indagine contro ignoti, non certo facile. Anzi. Per poter individuare i responsabili bisognerebbe infatti affidare una consulenza che faccia piena luce su progetti, lavori, appalti. Non basta infatti segnalare il continuo ripetersi di incidenti stradali nello stesso tratto, perché le cause possono essere molteplici. Bisogna invece lavorare per scovare le situazioni di oggettivo pericolo. Non potrà che essere un lavoro particolarmente oneroso, la consulenza potrebbe costare diversi milioni di euro. Comunque si procederà, per piccoli tratti. E chissà che nel frattempo le amministrazioni non varino l`intervento definitivo per l`unica strada che collega il sud col nord dell`Isola.
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