19 Aprile 2011

La storia. In treno con i migranti

La storia. In treno con i migranti
 

 
NIZZA. Alla stazione ferroviaria di Nizza la polizia francese è una presenza discreta. Gli agenti, con le maniche arrotolate per il caldo che da queste parti inizia già a farsi sentire, osservano tre tunisini appena arrivati da Ventimiglia e poi proseguono. "Oggi va decisamente meglio", commentano i migranti seguendo con lo sguardo i poliziotti. Il giorno dopo il blocco dei treni, che ha fatto scoppiare un caso diplomatico tra Italia e Francia, i controlli francesi sono tornati discreti e gli immigrati in regola col permesso di soggiorno ed il passaporto hanno ripreso ad attraversare il confine, con i treni che sono tornati regolari. "Aspetto che vengano a prendermi i miei parenti – racconta Alì, 28 anni – poi spero di trovare subito un lavoro".
Anche lui, come una decina di tunisini connazionali, è salito sul treno partito da Ventimiglia alle 11.47. A bordo nessun controllo, neppure a Mentone: "Dopo tutto quello che è capitato ieri, pensavo sarebbe stato più difficile", sospira soddisfatto Alì. Gli occhi accesi dalla speranza di avercela fatta davvero. Ieri sono stati venti i respingimenti dell’Italia alla frontiera di Ventimiglia, contro i dieci della Francia. I dati, resi noti dalle forze dell’ordine al confine, confermano la tendenza dei giorni scorsi, prima del blocco temporaneo dei treni da parte della Francia durante la manifestazione organizzata dai centri sociali e dal movimento antirazzista. Le persone respinte riguardano esclusivamente immigrati privi di ogni tipo di documento. Ad un tavolino fuori dalla stazione di Nizza ci sono tre tunisini che arrivano da Ventimiglia. Sono tranquilli "siamo arrivati questa mattina. Ora vediamo cosa fare. Vogliamo trovare un lavoro e soprattutto avere una vita migliore" raccontano.
Per molti di loro la meta agognata è Parigi, la capitale. Altri sono in attesa di amici e parenti che li porteranno via, in auto, verso il futuro. In serata alla stazione di Ventimiglia ci sono una trentina di migranti, tutti col permesso temporaneo in tasca. "Aspettiamo di partire, un po’ alla volta per non dare nell’occhio". Assan invece ha gli occhi pieni di lacrime, ieri sera ha tentato di andare in Francia col primo treno che partiva dopo il blocco voluto dai francesi per non fare passare il treno dei manifestanti, ma non ci è riuscito. Arrivato a Garavan è stato fermato e invitato a tornare in Italia. "E così ho fatto. Sono tornato indietro a piedi, ma ora ci riproverò". Intanto il Codacons ha denunciato la Francia alla Procura di Imperia e sta studiando possibili azioni risarcitorie per i passeggeri che ieri sono rimasti fermi alla frontiera: "Bloccare per mezza giornata tutti i treni provenienti da Ventimiglia viola le regole basilari della libera circolazione dei cittadini – denunciano – e produce un gravissimo danno, con ripercussioni enormi sul traffico ferroviario".
 

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