«La statua di Padre Pio sanguina»
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fonte:
- Corriere della Sera
«La statua di Padre Pio sanguina»
Migliaia in pellegrinaggio a Messina. Ma la curia frena l?entusiasmo
DAL NOSTRO INVIATO
MESSINA – Un popolo di fedeli già grida al «miracolo». E pure chi non le ha viste parla di «lacrime di sangue» strofinando fazzoletti, foulard, tovagliolini e kleenex sulla statua di Padre Pio che dal piazzale della Madonna di Pompei domina il via vai dei ferry boat sullo Stretto di Messina.
Il dubbio che «qualche ignoto abbia tentato di ingannare la credulità popolare» lo esprime e lo scrive in un fax ai giornali l?arcivescovo Giovanni Marra, scettico per un pellegrinaggio che diventa show. Ma a migliaia si arrampicano sulla rocca più alta della città, arrivano già da altre città siciliane e calabresi, invocando la grazia per bimbi stesi fra le braccia del frate di Pietrelcina, per malati spinti sulle sedie a rotelle, per angosce e drammi che sperano di sciogliere sotto quegli occhi di bronzo dai quali martedì sera sarebbero sgorgate gocce di sangue.
E per tanti raccolti in quest?angolo di viale Regina Margherita è una bestemmia che i carabinieri analizzino il liquido cercando tracce di pomodoro, vernice o chissà cosa spruzzate da «qualche ignoto» buontempone, come sospetta il capo della Chiesa temendo la burla, pronto a soffocare gli entusiasmi, a prendere tempo.
E? la stessa cautela dei frati cappuccini che dalle navate della Madonna di Pompei s?affacciano scrutando la statua dove alle 19,40 di lunedì il «miracolo» si sarebbe verificato sotto lo sguardo estasiato di una signora giunta lì pregando per un cugino malato.
«Prima una lacrima di sangue è scivolata giù dall?occhio sinistro, solcando barba e baffi, fermandosi sull?angolo della bocca. Poi dall?occhio destro un?altra lacrima», racconta lei, laureata, colta, caporipartizione al Comune di Messina, decisa a restare anonima.
Aveva appena finito di lavorare e, prima di tornare a casa, si è fermata in auto con altri due amici, testimoni come lei: «Piange, Padre Pio». Poi s?è accostata tendendo la mano sul piede della statua alta due metri: «Ho avvertito un calore forte, era un segno… E ho bussato ai frati…».
La voce è corsa veloce nella notte più lunga di una città che fino all?alba si è raccolta fra canti e preghiere attorno alla statua del frate che sta per diventare santo. I sacerdoti pregavano e telefonavano al vescovo. Poi uno di loro, padre Giovanni, è salito su una seggiola e con un fazzoletto ha raccolto il liquido consegnato ai carabinieri del Ris per esami scientifici che somigliano a quelli eseguiti a Cogne per il dramma del bimbo ucciso.
In attesa dei risultati, non si scompone padre Nazerno, un fluente barbone sotto due occhi buoni, quando dalla folla si grida ad un nuovo miracolo per una paralitica che in mattinata si sarebbe alzata dalla sedia a rotelle. Lo dicono tutti. La voce corre fra agenti che stendono il cordone bianco e rosso per allontanare i fedeli. Mille dubbi e forse oggi un consulto al policlinico. «Supposto che le lacrime siano vere non c?è da rallegrarsi. Se Padre Pio piange mentre diventa santo vuole dire che si dispera per i disastri del nostro mondo». E il vice parroco, Fra Innocenzo: «Mi pare uno scherzo, anche se di fronte a Dio tutto è possibile». Il dubbio diventa ironia per Fra Terenzio: «Lasciamo la parola ai competenti. Non spetta a noi cappuccini capire se è un caso divino o “di-vino“».
Il fervore mistico non cala tra la folla dove si muove incuriosito anche uno studioso di feste religiose e pagane come Mario Bolognari, docente all?università, antropologo, fino a qualche tempo fa capo della Quercia in Sicilia. Il suo è un interesse scientifico. Ma le stesse curiosità le ha il procuratore della Repubblica Luigi Croce invitato dal Codacons ad indagare per «abuso della credulità popolare». Lui la notizia l?ha avuta subito l?altra sera, raggiunto da una telefonata mentre presentava l?ultimo thriller di Domenico Cacopardo, un magistrato-scrittore della nuova scuderia di giallisti siciliani, autore di «Cadenza d?inganno».
Un titolo che forse s?adatta a questa nuova pagina sul frate tanto amato in una Sicilia dove c?è perfino chi vorrebbe piazzare un?altra statua nel cuore di piazza Magione, a Palermo, anche spostando il cippo eretto dove nacquero Falcone e Borsellino.
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