2 Gennaio 2015

La stangatina per autostrade e multe

La stangatina per autostrade e multe

ROMA Raffica di aumenti nel 2015 per gli automobilisti italiani. Sono già scattati i rincari di alcune voci che intaccano direttamente il portafogli di chi possiede un’ auto. I pedaggi autostradali aumenteranno mediamente dell’ 1,32%: ad Autostrade per l’ Italia è stato riconosciuto un adeguamento dell’ 1,46%, mentre l’ aumento dell’ 1,5% riguarderà Autovie Venete, Brescia-Padova, Milano Serravalle-Milano Tangenziali, Ativa, Cav, Autocamionale della Cisa, Autostrada dei Fiori, Tangenziale di Napoli, Rav, Salt, Sat, Satap Tronco A4, Satap Tronco A21, Sav, Sitaf, Torino-Savona e Strada dei Parchi. L’ Autostrada del Brennero, la A22, non applicherà invece alcun aumento dei pedaggi. Altra stangatina introdotta per il 2015 – rende noto il Codacons – è quella relativa alle multe per violazione del Codice della strada, i cui aumenti entreranno in vigore il 10 gennaio. L’ adeguamento biennale degli importi delle sanzioni porterà gli automobilisti a pagare lo 0,8% in più rispetto allo scorso anno in caso di multa. Torna poi il bollo per le auto storiche, che interesserà tutti i possessori di automobili e moto la cui età è compresa tra i 20 e i 29 anni: costoro saranno soggetti a partire al pagamento di un bollo introdotto dalla legge di stabilità 2015. Tutte voci – denuncia il Codacons – che rendono gli automobilisti la categoria più tartassata d’ Italia. «Basti pensare – spiega il presidente Carlo Rienzi – che nel 2014 i costi per il mantenimento di un’ automobile hanno raggiunto i 4.500 euro annui ad autovettura tra pedaggi, carburante, manutenzione, assicurazione, tasse, ecc. Costi che raggiungono complessivamente il 25% del reddito di una famiglia media».«Le concessionarie autostradali – le galline dalle uova d’ oro che gestiscono monopoli naturali – non possono continuare ad addossare sulla pelle degli utenti, spremuti come limoni con la complicità dei governi, i futuri investimenti con consumatori e Pmi costretti a finanziare il capitale di rischio, privatizzando gli utili e socializzando le perdite». E’ quanto sostengono Adusbef e Federconsumatori, «Dal 1999, anno della privatizzazione della concessionaria statale, e fino al 2014 – dicono Elio Lannutti e Rosario Trefiletti – i pedaggi sono cresciuti del 69,8% a fronte di una inflazione del 37,66% con i governi che hanno fatto a gara nel concedere rincari favorevoli ai concessionari, per consentire di scaricare sulle tariffe anche gli extracosti di opere e investimenti che spesso non si sono concretizzati. Nel 2014, a fronte della richiesta di aumenti medi del 4,8%, il ministro delle Infrastrutture, un funambolo nel gioco delle tre carte, ha concesso ‘solo’ il 3,9%: appena due volte e mezzo l’ inflazione programmata affermando che gli automobilisti avrebbero risparmiato 50 milioni di euro. Lupi ha affermato che la concessione di rincari entro l’ 1,5% sarebbe frutto di un’ azione calmieratrice del governo, che. «mistificando», dimentica di aggiungere che il tasso programmato, l’ 1,5%, è ben superiore a quello reale.

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