La stangata sulle famiglie
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fonte:
- La Sicilia.it
I calcoli.
Adiconsum: 320-450 euro in più. Intesa: 1.800 già spesi
Roma. Nel 2003 le famiglie italiane spenderanno da 320 a 450 euro in più a causa degli aumenti delle tariffe. E` la «stima del tutto prudenziale» fatta dall` associazione di consumatori Adiconsum, che ricorda come «alcuni aumenti sono partiti allo scoccare del primo gennaio, ma il rischio maggiore rimangono il caro petrolio legato alla guerra contro l`Iraq e i tagli agli enti locali previsti dalla Finanziaria 2003».
Nel previsto incontro con il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, l`Adiconsum chiederà «concreti provvedimenti per evitare nuove speculazioni sul caro petrolio» e un monitoraggio specifico dell`Autorità per l`energia sul prezzo della benzina.
Inoltre, per gli aumenti delle tariffe, da parte dell`associazione sarà ribadita la richiesta di «uno stretto collegamento al tasso di inflazione programmato e agli standard di qualità dei singoli servizi».
E su ciascuna famiglia italiana si è già abbattuta, mediamente, una stangata da oltre 1.800 euro, per effetto aumenti di tariffe e prezzi nel corso del 2002 e all`inizio del 2003. A fare i conti è in questo caso l`Intesa dei consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori, Adoc) che chiede perciò che si adottino specifiche misure per tutelare gli utenti e ritiene necessario un incontro con il premier Silvio Berlusconi ed il ministro dell`Economia Giulio Tremonti.
Nel solo 2002, secondo i calcoli dell`Intesa, gli aumenti di prezzi e tariffe sono ammontati a 1.505 euro e nel gennaio 2003 a 298 euro, per un totale, quindi, di 1.803 euro. «Una situazione – lamenta l`Intesa – che sta letteralmente massacrando i consumatori italiani e alla quale occorre mettere al più presto fine».
Tra le misure urgenti indicate, e che verranno presentate dall`Intesa al ministro Marzano all`incontro di previsto per metà gennaio, ci sono la promozione di accordi con gli esercenti e le categorie professionali per il blocco o la diminuzione dei prezzi; l`abbassamento dell`Iva dal 20 al 10% sul gas da riscaldamento; l`uso di tutti gli strumenti perché le tariffe non superimo il tasso di inflazione programmata dell`1,4%; la fissazione sotto l`8% del tasso applicato ai cosiddetti mutui agevolati; e l`accelerazione delle riforme in vari settori tra cui il commercio, le assicurazioni, l`elettricità e la distribuzione dei carburanti. L`Intesa torna inoltre a chiedere la modifica del paniere Istat per la rilevazione dei prezzi.
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