15 Novembre 2002

La stangata del sabato sera

Un`indagine del Codacons sulle abitudini dei giovani, rivela che il sabato sera “costa“ minimo 12 euro in più rispetto al 2001. Un differenziale alimentato in primis dai prezzi di margherita, capricciosa e quattro stagioni: il prezzo della margherita, in molti casi, è passato da 6-8 mila lire a 5 euro. Ma l`associazione denuncia aumenti anche sulle bevande: un litro di minerale è passata da 3 mila lire a 1,80 euro; una coca piccola da 3.500 lire a 2 euro. Più cari anche antipasti, frutta e dessert. In totale, se lo scorso anno una cena in pizzeria costava dalle 20 alle 22 mila lire, oggi ne costa almeno 29, l`equivalente di 15 euro. Anche il biglietto del cinema ha subito ritocchi: il ridotto per studenti è passato da 8 mila lire a 4,5 euro, l`intero, da 13 mila lire a 7 euro. Se a questo aggiungiamo il prezzo (salato) degli snack, la spesa sale fino a 10 euro. Anche ballare costa di più: il biglietto d`ingresso che lo scorso anno costava 20 mila lire ora costa 12 euro, quello da 30 mila, 16 euro. Crescono anche le spese “interne“, come quelle per il guardaroba. E per le serate più trendy si arriva a spendere anche 20 euro. Chi poi si accontentasse di una chiacchierata a suon di musica davanti a birra, hamburger e patatine andrà incontro ai listini dei pub che pure non si sono sottratti a tale escalation. Così, per una “media“ si arriva a pagare anche 5 euro (dalle vecchie 8 mila lire), mentre per panino e patatine, 8 euro.
Sullo sfondo, si muove il mondo dell`intrattenimento che in Umbria, al pari del “modello Adriatico“, funziona grazie al notevole sforzo dei “pierre“ e ai consistenti investimenti in immagine delle singole attività. «Nel settore non c`è un senso di crisi – precisa Enzo Muscinelli del Silb-Fipe dell`Umbria – e la nostra regione si presenta come un polo d`intrattenimento di qualità, concorrenziale con le regioni limitrofe». Il calo della spesa per il ballo (-6,6% nell`ultimo anno) è invece spiegabile con il fatto che alcuni locali hanno preferito separare l`ingresso dalla consumazione e per questo i dati Siae, monitorando il solo ingresso, risultano in calo. Ma qualcosa nel settore sta cambiando. Scomparsi o quasi i disco-bar, l`alternativa alle discoteche classiche è offerta dai «locali alternativi», ristorazione-musica. Per molti giovani, però, soprattutto universitari, trascorrere un sabato sera alla Travolta-Manero risulta davvero proibitivo. Allora ecco la vera serata alternativa: lo struscio in centro, una fermata sulle scalette del duomo, una birra al chiosco e poi tutti a casa: una pizza take-away, quattro chiacchiere con gli amici e, al massimo, il “pit-stop“ al videonoleggio.

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