7 Gennaio 2006

LA STANGATA DEL 2006 700 EURO A FAMIGLIA



Si presenta sotto una cattiva stella, questo 2006, per i salernitani, che saranno chiamati a destreggiarsi con una sfilza di rincari, neppure tanto trascurabili. L`Intesa dei Consumatori ha calcolato che alla fine, entro dicembre 2006, ogni famiglia dovrà sborsare in più, rispetto al 2005, ben 700 euro (e la previsione potrebbe addirittura rivelarsi troppo ottimistica) fruendo dei medesimi servizi e badando bene a non incrementare i consumi: nel qual caso, ovviamente, la “stangata“ potrebbe assumere proporzioni anche maggiori. Un quadretto sicuramente poco confortante se è vero, anche questo dato è dell`Intesa dei Consumatori, che nei primi dieci mesi del 2005 i rincari hanno già toccato il tetto del 10-15%. Buona parte degli aumenti sono già scattati nella notte di San Silvestro e faranno pertanto sentire la loro incidenza già con le prossime fatturazioni: si tratta dell`energia elettrica (+3%), ma anche del gas, dei biglietti ferroviari (+4%), dei biglietti del trasporto locale (+25%), dei pedaggi autostradali (+2,4%), dei servizi bancari (+8,7%). Con le ulteriori ciliegine tutte salernitane che riguardano il biglietto UnicoSalerno, che balzerà da 0,80 a 1 euro (+25%) ed i dati relativi ad Ici e Tarsu nei vari comuni che, tra incrementi dei costi per la pubblica amministrazione conseguenti a questi stessi rincari e tagli apportati dall`ultima Finanziaria, sicuramente saranno rivisti dai vari Comuni al rialzo. Come e in che misura lo si saprà di qui a qualche mese. Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori hanno provato a buttar giù qualche calcolo per comprendere la reale incidenza dei rincari sui bilanci familiari: per la luce il 2006 costerà 48 euro in più, per il gas bisognerà spendere (sempre a parità a parità di metano consumato) 145 euro, per il riscaldamento 155, per la benzina 165, per i servizi bancari 50 (con picchi di 70 per alcuni istituti di credito), per l`Rc auto 26, per le tariffe autostradali 30, per le tariffe ferroviarie 42 e per il trasporto locale 21. Altri dati (nettezza urbana: 18 euro e la stessa Rc auto: 26 euro) potrebbero rivelarsi anche in difetto, se si considera che questi servizi, come pure quelli bancari, dalle nostre parti sono notoriamente più cari che altrove. Se, quindi, a livello nazionale per l`Intesa dei Consumatori ogni famiglia dovrà sborsare 700 euro in più, a Salerno questo dato a fine anno potrebbe anche rivelarsi troppo ottimistico. Ma il timore più grosso per le associazioni dei consumatori è che questa “stangata“ possa spianare la strada ad ulteriori mazzate di proporzioni anche più considerevoli. È evidente, difatti, che gli aumenti avranno una incidenza notevole non solo sui bilanci familiari, già ridotti all`osso, ma anche su quelli delle aziende che potrebbero essere costrette ad arginare i danni aumentando i prezzi e creando quindi ulteriori difficoltà alle famiglie. Una prospettiva neppure troppo remota se si considera che alcuni aumenti (ad esempio l`energia elettrica) per le imprese saranno ancor più consistenti e toccheranno addirittura il 14%. Come limitare i danni? Le associazioni dei consumatori non forniscono molte indicazioni anche perché i rincari sono talmente indifferenziati da imporre vere e proprie rivoluzioni nelle abitudini di vita. Per l`energia elettrica si potrebbe puntare su lampade a basso consumo, più care ma più durature e con minor assorbimento di energia, per i servizi bancari ridurre al minimo indispensabile le operazioni. Evitare quando possibile tratte autostradali. Tagliare al minimo anche l`utilizzo dell`auto (anche se gli aumenti di biglietti ferroviari e ticket degli autobus ridurranno al minimo il risparmio conseguito). Lo scenario, insomma non è dei più confortanti. C`è poco da sorprendersi se quindi i principali indicatori dell`economia locale non mostrano segnali di ripresa. Finanche i saldi, notoriamente attesi per effettuare acquisti ridotti al minimo durante l`anno, procedono a rilento e settori un tempo trainanti per il commercio locale, come l`abbigliamento, annaspano anche in questi periodi. Senza addentrarsi in disquisizioni macroeconomiche, un dato è quanto mai lapalissiano: la gente a causa dei continui aumenti ha sempre meno soldi in tasca. Se non spende, quindi, c`è poco da sorprendersi.

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