7 Dicembre 2010

La stangata, benzina a 1,45 euro

Ed ecco a voi, sotto le Feste, la solita stangata sulla benzina. Succede sempre quando gli italiani si preparano a mettersi in macchina per un periodo di vacanza. Ma la colpa viene sempre attribuita al prezzo del petrolio. Ieri la «verde» è salita oltre 1,45 euro al litro, il massimo da oltre due anni, mentre il gasolio continua a viaggiare su 1,33 euro. Così il costo di un pieno di benzina di un’ auto di media cilindrata sale a più di 72 euro – contro i 65 di un anno fa, quando la verde era a circa 1,3 euro. Nella fiammata di ieri la benzina ha toccato 1,450 euro nei distributori della Q8 e 1,453 in quelli della Tamoil, ai massimi da settembre 2008; e nelle stazioni di servizio dello stesso marchio il gasolio costa 1,333 euro al litro, al momento il livello più alto del diesel in Italia. Per quanto riguarda l’ Eni, che è l’ operatore più importante, il prezzo medio della sua benzina è di 1,444 euro al litro, anche se i listini sono come sempre molto differenziati, passando da un minimo di 1,416 euro a un massimo di 1,475. Il diesel è in media a 1,321 euro, risultato di una forbice compresa tra 1,283 euro e 1,347 euro al litro. Invece nei distributori «no logo» si risparmia moltissimo perché il prezzo della verde è di 1,380 al litro e quello del gasolio di 1,249. A prescindere dai marchi, i prezzi sono molto differenziati su base geografica: al Sud, dove la concorrenza è meno pronunciata, si registrano massimi di 1,460 per la benzina e 1,340 per il diesel, e in Puglia e Campania (dove è in vigore l’ addizionale regionale) per la benzina servita si arriva addirittura a quota 1,50. Il presidente dell’ Unione petrolifera, Pasquale De Vita, ieri è stato ascoltato dal Garante dei prezzi Roberto Sambuco. Il rappresentante delle compagnie ha attribuito i rincari alle quotazioni del greggio ma soprattutto a quelle Platts che registrano gli andamenti internazionali dei prezzi dei carburanti raffinati. Complice l’ ondata di gelo che ha investito il Nord Europa, il Brent, petrolio di riferimento europeo quotato a Londra, è schizzato a 92 dollari al barile e a New York il Wti ha sfiorato i 90 dollari. Per di più l’ Italia ha problemi suoi, in particolare una rete di distribuzione eccessiva (nei nostri confini si concentra un quarto dei distributori d’ Europa). L’ associazione di consumatori Codacons denuncia che gli automobilisti italiani solo nel ponte dell’ Immacolata spenderanno per i carburanti 25 milioni di euro in più rispetto al 2009. Secondo Adusbef e Federconsumatori c’ è un sovrapprezzo di 7-8 centesimi al litro, visto che la benzina costava come oggi «quando il petrolio era a 118 dollari al barile», contro gli 89 attuali. «Come è possibile – si chiedono le due organizzazioni – che adesso il carburante abbia lo stesso prezzo?». La Coldiretti denuncia un effetto collaterale: con l’ aumento della benzina rincarano anche tutti i prodotti trasportati su ruota, a partire dagli alimentari. Secondo l’ associazione dei coltivatori, per colpa del costo dei carburanti nel periodo di Natale ogni famiglia italiana avrà una spesa aggiuntiva di 140 euro per pranzi e cenoni. In Italia l’ 86% dei trasporti commerciali è su gomma, anche lungo tratte di mille chilometri. Secondo la Coldiretti «ogni famiglia spenderà in media 140 euro in più solo per gli alimentari» Perché aumenta la benzina Domande e risposte in ultima pagina.
 

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