La stagione dei saldi paga lo scotto di coronavirus
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Parte sottotono la stagione dei saldi invernali, tra divieti e restrizioni, a causa dell’emergenza sanitaria. Pochissime le presenze ieri mattina sulla via dello shopping. La gente passeggia, guarda le vetrine, ma difficilmente entra nei negozi a fare acquisti. Tenuto conto che le vendite pre- hanno dato una boccata d’ossigeno all’economia del territorio dopo il lockdown di novembre, gli esercenti si sarebbero aspettati anche a gennaio una certa fluidità attraverso le venLa Confesercenti aveva chiesto il posticipo della campagna di sconti a fine gennaio Tonino Fortuna Una città in salute che sta cambiando passo rispetto al passato e che la regione intera ci invidia? «È solo un dipinto fiabesco del sindaco e della sua maggioranza. Da queste parti, non solo non si nota alcuna crescita, ma addirittura l’amministrazione dimostra ogni giorno di non saper gestire in alcun modo la crisi determinata dal coronavirus». Il Partito democratico al gran completo boccia a 360 gradi la nuova visione di città offerta dal capo dell’esecutivo Maria Limardo nel corso della conferenza stampa di fine anno e prova a raccontare «tutta un’altra storia». Il sindaco per i dem «è una figura autoritaria, che non accetta il confronto e bolla come sciacallo – ha attaccato il coordinatore cittadino Francesco Colelli – chiunque desideri porre un interrogativo, esprimere un dubbio». Basti pensare alla vicenda «del termoscanner da oltre 9mila euro». Insomma, un sindaco «che ha convocato una conferenza stampa per raccontare bugie ai cittadini – ha fatto eco Stefano Luciano – che non inquadra i problemi, la cui squadra si contraddistingue per una chiara incapacità amministrativa». Parole forti che si trasformano subito dopo in insinuazioni pesanti: «Piuttosto che rivendicare il fatto che ad un anno da Rinascita non sia arrivata la commissione d’accesso agli atti – ha attaccato il capogruppo dell’opposizione – il sindaco dovrebbe prendere le distanze e non lo ha ancora fatto, da soggetti politici che hanno avuto contatti con presunti appartenenti alle cosche, come emerso dai fascicoli della Dda, e che sostengono questa amministrazione, modo strutturale». Parole durissime che hanno fatto da sfondo ad un incontro con i giornalisti in cui il Pd ha provato a dipanare i nodi al pettine «che l’amministrazione – ha fatto presente Stefano Soriano – l’amministrazione ha rispedito al mittente Ancora disagi per i pazienti che ogni giorno si recano alla farmacia territoriale dell’Azienda sanitaria, ubicata nello scantinato di Palazzo Rosano, in via Protettì. La struttura, che si occupa dello smistamento e della consegna di medicine per malattie gravi, è ogni giorno presa d’assalto da decine di persone che in questo periodo, a causa del Covid, sono costrette ad aspettare fuori il proprio turno, a volte anche per ore. Ieri mattina con la pioggia battente gli utenti, come ogni giorno, erano nel cortile del presidio in attesa di ritirare i farmaci. In fila malati cronici e pazienti oncologici che, nonostante continuino a denunciare i disagi, non vengono ascoltati. La situazione va avanti da tempo, ma con l’arrivo dell’inverno inverno è ulteriormente peggiorata. pazienti, che arrivano da tutta la provincia, sono stanchi di essere trattati come bestie. «Già dobbiamo combattere con le nostre malattie e con la burocrazia – commentano – aggiungere a questo il disservizio di dover essere esposti a tutte le intemperie per ritirare le medicine significa veramente non avere rispetto per la dignità umana». Si tratta infatti di una lunga trafila che parte dalla richiesta al medico curante e quindi la prima coda. Poi la visita specialistica (seconda fila) per l’elaborazione del piano terapeutico e infine la coda davanti alla farmacia territoriale. Senza contare gli inconvenienti dovuti al traffico e alla carenza di parcheggi in una strada molto frequentata come via Protettì. v.s © RIPRODUZIONE RISERVATA Disagi infiniti Pazienti anche oncologici in fila per ore sotto la pioggia dite promozionali, ma l’aumento dei contagi e i portafogli ormai vuoti hanno scoraggiato la clientela. Confesercenti aveva chiesto il posticipo dei saldi non perché preveggente, ma perché considerata la situazione in atto, spostarli a fine gennaio, come alcune regioni hanno fatto, avrebbe evitato il paradosso di farli iniziare con i negozi di abbigliamento chiusi. Ieri infatti, essendo lunedì giorno di chiusura, alcune attività commerciali non hanno proprio aperto, nonostante fosse la data di inizio degli sconti stagionali. Nere sono anche le aspettative del Codacons. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni, secondo l’associazione di categoria, si teme che i saldi invernali anche nel 2021 si tradurranno in una debacle totale. Pure la spesa media a famiglia scenderà dai 200 euro dello scorso anno a quota 145. Inoltre, base alle previsioni degli addetti ai lavori, diminuirà il numero di utenti che deciderà di fare compere durante i saldi, dal momento che ad approfittarne sarà soltanto il 40% dei calabresi. «Non ci sono soldi – commenta Giuseppina Penna -. Chi è in giro è solo per respirare aria di libertà dopo la chiusura dei giorni scorsi. Stare continuamente chiusi in casa – aggiunge – ci sta portando alla depressione». Le occasioni ci sono, secondo Anna Maria Russo, ma il problema è che mancano i soldi e si può comprare lo stretto necessario. Anche commesse, titolari e addetti alla vendita sono pressocchè scoraggiati. «In tutta la mattinata – osserva Francesca La Bella – nel mio negozio è entrata una sola persona. C’è una crisi da far paura e la gente non spende». Dello stesso avviso Luciana Bisogni, la quale nel corso del primo giorno di saldi è riuscita a vendere solo qualche capo. «È dura – commenta -. Le persone non entrano neppure a dare un’occhiata come facevano invece in passato. Crisi ed epidemia hanno letteralmente messo in ginocchio il settore del commercio».
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