La spesa? Si può fare senza salassi
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fonte:
- il Tirreno
MASSA. Non sono tempi d’ oro in terra apuana: crisi produttiva e disoccupazione alla stelle. Meno male che qualche buona notizia arriva dal Codacons: fare la spesa da queste parti non è proibitivo. Per lo meno rispetto alla maggior parte dei capoluoghi italiani. Si può riempire il carrello con 28 prodotti, dalla farina al bagnoschiuma, spendendo solo (si fa per dire) 53,13 euro. Oltre due al di sotto della media nazionale (55,71 euro). L’ indagine. L’ associazione a tutela dei consumatori lo scorso febbraio ha fatto la spesa in 110 città. Ha acquistato, chiaramente, gli stessi prodotti e ha scoperto che il capoluogo più caro è Aosta (63,83 euro). La città più conveniente – a sorpresa – è, invece, Siena (49,83). Più economica di Massa, in Toscana anche Arezzo che, con 51,41 euro, conquista il quarto posto. Ci precedono Pistoia (in 14esima posizione con 52,78 euro) e Prato, quindicesima (52,96). Carrello pieno con meno soldi anche a La Spezia (51,93 euro complessivi). Si spende di più, invece, a Pisa (53,24), a Lucca (53,59 euro). Firenze si conferma città cara: è 40esima, con uno scontrino da 54,66 euro, superata però da Grossetto dove per la stessa spesa si spendono oltre 56 euro. Insomma, se è vero che a Massa fare la spesa non riduce sul lastrico (soltanto 17 città hanno uno scontrino più "leggero" del nostro), è altrettanto vero che conquistano posti migliori in classifica città in cui l’ economia va indubbiamente meglio che nella nostra Provincia. E Siena ne è l’ esempio lampante. Cosa comprende il paniere. Il Codacons ha svolto l’ indagine immaginando la spesa tipo: nel carrello ci sono pane, farina, passata di pomodoro, patate, zucchine, cioccolata, bibite. Senza dimenticare i prodotti per l’ igiene personale. Dalle nostre parti frutta e ortaggi sono i prodotti più convenienti: un chilo di mele costa in media 1,11 euro. Il prezzo più economico è 80 centesimi a Vibo Valentia, quello più alto 1,84. Ma la maggior parte delle città si attesta tra 1,20 e 1,40 euro. Da non perdere la patate: 35 centesimi, il prezzo più basso tra i 110 capoluoghi di Provincia. Buon prezzo anche per le zucchine: 1,18 euro (in testa Agrigento, solo 99 centesimi). Buon prezzo anche per la carne di bovino: per acquistarne 300 grammi – secondo il Codacons- servono 1, 68 euro. Poco, considerato che il prezzo più conveniente è quello di Prato (1,64 euro).Accessibile anche il detersivo per lavatrice (2,97 contro i 2,51 euro di Arezzo). Insomma, fare la spesa nella nostra Provincia non è proibitivo (siamo al 18º posto), ma forse varrebbe la pena confrontare il costo della vita con il potere d’ acquisto dei cittadini. Sempre più basso purtroppo. C.S.
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