14 Gennaio 2003

La spesa più cara è quella dei pensionati

La spesa più cara è quella dei pensionati

Chieste una legge che punisca con una multa i commercianti furbi e le dimissioni del vertice Istat

Un?indagine dell?Intesa consumatori evidenzia che è la categoria maggiormente penalizzata dall?euro. Seguono le casalinghe






NELLE tabelle dei prezzi, stilate dalle Associazioni dei consumatori, nella colonna delle «variazioni» ci sono soltanto segni «+». Come dire, in un anno, dopo l?avvento dell?euro, dalla colazione al bar al giornalino a fumetti, dal parrucchiere all?aspirina, dalla benzina alla pizza, passando per luce e gas, è aumentato proprio tutto. In modo più o meno trasparente e allora l?Intesa propone anche le misure di risposta: lotta ai commercianti che ci «marciano» e boicottaggio dei prodotti più cari.
Inoltre, dopo le polemiche tra Istat e Eurispes sulla rilevazione dell?inflazione, l?Intesa rilancia denunciando che a rimanere colpiti dalla mannaia degli aumenti sono le categorie più deboli, in particolare, i pensionati.
Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons, riunite nell?Intesa, hanno rielaborato i dati dell?Istat, valutando i rincari di ogni prodotto in base alle abitudini dei consumatori, per misurare il peso dell?inflazione sulle diverse categorie economiche e sociali. Il risultato lascia pensare: sono i pensionati i più penalizzati visto che nel corso del 2002 la loro spesa quotidiana è aumentata del 22,5%. Gli studenti pagano l?avvento della moneta unica con un aumento giornaliero del 12,6% seguiti dagli impiegati con un 11,2% e dalle casalinghe con rincari che arrivano al 6,8%.
In soldoni, chi ha pagato di più in termini assoluti i rincari sono le casalinghe che spendono 9.200 lire circa in più al giorno passando da 135.130 a 144.350 lire (74,55 euro). Al secondo posto ci sono gli impiegati che dalle 63.000 del 2001 sono passati alle 70.000 (36,16 euro) del 2002 con un aumento di 7.000 lire al giorno. Per gli studenti l`aumento medio giornaliero è di 4.600 lire e si passa dalle 37.200 lire alle 41.800 lire (21,6 euro).
Mentre ai pensionati la stessa vita di un anno prima costa 3.750 lire in più al giorno passando da 16,400 lire a 20.150 (10,41 euro) con un aumento pari a 3.750 lire.
Per affrontare l?anno senza dissanguarsi l?Intesa, che ieri ha festeggiato il primo anno di vita, propone di boicottare le pompe di benzina più care d`Italia e disdettare i conti correnti presso le banche che hanno venduto i bond argentini. La richiesta più forte è diretta al governo e cioè una legge che punisca i commercianti che aumentano i prezzi di oltre il triplo rispetto all`incremento dell`inflazione rilevato dall`Istat nel corso del mese precedente. In altre parole l`Intesa chiede di inserire, accanto all`articolo 501, il «501 bis» che punisca i commercianti con multe tra i 500 e i 50.000 euro.
Sul fronte Istat si torna e chiedere all`Istituto di rendere noti i paramentri di calcolo dell`Inflazione e contemporaneamente si accusa il presidente, Luigi Biggeri, di «gestire un baraccone» invitandolo a presentare le dimissioni. Ma sottolinea Rosario Trefiletti di Federconsumatori «siamo contrarissimi a forme alternative all?Istat». E l`ultima denuncia delle Associazioni è quella della scomparsa delle monete da 1 e 2 centesimi introvabili anche presso gli sportelli della Banca d`Italia. Un situazione che, secondo l`Intesa, ha causato ulteriori arrotondamenti dei prezzi.
Risponde all?accusa di bolletta cara il presidente dell?Authority per l?Energia, Pippo Ranci: «Fino a quando non sarà ammodernato il parco centrale e diversificate le fonti energetiche saremo condannati ad avere un prezzo medio più alto rispetto agli altri Paesi europei». Invece non ci sta agli attacchi il presidente della Confesercenti, Marco Venturi che chiede di abbassare i toni: «Si rischia di trasformare la guerra dei prezzi in guerra tra commercianti e cittadini, con l?invito a boicottare alcuni negozianti si fomenta il clima di sospetto tra i consumatori nei confronti degli esercenti».

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