LA SPESA più cara del Veneto è a Treviso
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fonte:
- Il Resto del Carlino
«LA SPESA più cara del Veneto è a Treviso, quella più conveniente a Rovigo». Non solo la nostra provincia ha i prezzi più bassi in regione, ma riempire il carrello della spesa a Rovigo è più conveniente che in gran parte delle città italiane. Lo rivela un’indagine de «Il Sole 24 Ore» sui prezzi medi degli alimentari, pubblicata ieri dal quotidiano economico milanese. Sotto la lente degli economisti sulla base dei dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero dello Sviluppo Economico sono passate 57 città. Per un carrello composto da 20 prodotti essenziali, a Treviso e Venezia per fare la spesa, in una famiglia media, si spendono in un anno rispettivamente 3.853 e 3.832 euro. Le due città venete si pongono così al quarto e sesto posto sulla graduatoria delle 57 città, guidata da Rimini che con 4.127 euro è la città più cara, seguita da Ferrara con 4.056 euro e Aosta con 3.870. L’indagine, che prende in considerazione un paniere formato da prodotti di uso comune (tipo pane, latte, pasta, caffè, riso, uova e pomodori pelati), indica anche altre città venete, quali Padova al 28/mo posto (3.568 euro), Belluno al 30/mo (3.564 euro), Vicenza al 35/mo (3.487 euro). Rovigo si attesta all’ultimo posto delle venete: al 48/mo con 3.239 euro. E, una volta tanto, essere l’ultima in classifica è un vantaggio. Così, anche se, secondo l’indagine del quotidiano confindustriale, il Nord si conferma l’area del paese dove la spesa costa di più, in particolare nelle città dell’Emilia Romagna, nel Settentrione ci sono anche zone low cost’ come Rovigo. Ma, nonostante la nostra città sembri essere al riparo dal caro prezzi, resta il dato che ogni famiglia italiana in sei anni, dal 2002 al 2008, ha speso circa 9.100 euro in piu’ a causa del rincaro dei prezzi. Questo il dato fornito dal Codacons, associazione dei consumatori che rileva che ciò che preoccupa non è tanto la diversità dei listini nelle varie zone d’Italia ma la maggior spesa cui le famiglie italiane sono state costrette a causa dei rincari in ogni settore registrati dall’introduzione dell’euro a oggi’. Secondo il Codacons rafforzare l’intervento di Mr prezzi e creare un dipartimento ad hoc per i consumatori con poteri sanzionatori; liberalizzare i saldi tutto l’anno; eseguire controlli a tappeto negli esercizi commerciali; potenziare le autorità esistenti sono misure che determinerebbero risparmi per 1.000 euro annui a famiglia. Federconsumatori e Adusbef sottolineano invece la necessità di intervenire sulle filiere nel settore alimentare perché «se non si prenderanno provvedimenti a pagarne le conseguenze saranno le famiglie, che, per il 2009, si trascineranno un maggiore esborso, solo per il settore alimentare complessivamente inteso, di 564 euro a famiglia».
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